Adempimenti fiscali ASD e SSD: guida all’iscrizione al RASD, passaggio all’esenzione IVA dal 2026, modello EAS e nuova disciplina del lavoro sportivo.
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Quali sono gli adempimenti fiscali per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e per le società sportive dilettantistiche (SSD) che devono gestire le attività istituzionali senza fini di lucro? Gli obblighi fiscali da rispettare sono molteplici tra cui l’iscrizione al RASD (Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche). L’iscrizione è l’unico strumento che certifica la natura dilettantistica dell’attività svolta. Il RASD ha sostituito il vecchio registro CONI e senza quest’iscrizione l’ente non è riconosciuto dall’ordinamento sportivo e non gli sono riconosciute le agevolazioni fiscali e previdenziali.
Ma non si tratta dell’unico obbligo e adempimento a cui ASD e SSD sono tenute. In questo articolo vedremo tutti quelli che sono gli adempimenti fiscali obbligatori.
Iscrizione al RASD, come si mantiene
Una volta iscritto al RASD l’ente deve anche mantenere l’iscrizione continuando a soddisfare i requisiti richiesti, ovvero:
- la conformità dello Statuto che deve escludere tassativamente qualsiasi fine di lucro;
- la reale attività sportiva dilettantistica organizzando e partecipando ad eventi sportivi e corsi didattici;
- il tesseramento e la democraticità.
Gli effetti diretti dell’iscrizione al RASD permettono di accedere al regime fiscale di favore e proteggono l’ente da future contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Con l’iscrizione al RASD attiva la SSD o la ASD possono:
- defiscalizzare le quote dei soci;
- accedere a regimi commerciali con Ires ridotta;
- avere la totale esenzione dall’imposta di bollo;
- gestire il lavoro sportivo con soglie di esenzioni Inps e Irpef.
Associazioni sportive dilettantistiche adempimenti fiscali
La stesura di uno statuto conforme alla riforma del lavoro sportivo non è più soltanto una formalità. Per ottenere l’iscrizione al RASD i documenti su cui si fonda l’associazione o la società devono rispettare quanto previsto dal Dlgs 36/2021. Lo statuto della società deve:
- indicare chiaramente che la finalità dell’ente è quella di gestire attività sportive dilettantistiche;
- nello statuto deve essere sancito il divieto a distribuire gli utili e gli avanzi di gestione: tutto il denaro che si incassa deve essere investito nelle attività;
- nello statuto deve essere garantito che tutte le cariche sociali sono elettive e che tutti gli associati hanno gli stessi diritti;
- se l’ente svolge anche attività secondarie (vendita di merchandising o sponsorizzazioni) lo statuto deve prevederlo.
Modello EAS, comunicazione obbligatoria
Un altro adempimento obbligatorio è la trasmissione del modello EAS, un modello con cui l’ente comunica telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati rilevanti al controllo fiscale. Il modello deve essere trasmesso entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’ente (il ritardo comporta l’esclusione dalle agevolazioni fiscali). Sono esonerate dalla presentazione solo le società sportive che non svolgono attività commerciali secondarie.
Esclusione IVA, cosa cambia dal 2026
Se fino al 2025 le ASD e le SSD potevano gestire le proprie attività nel regime di esclusione IVA rilasciando ricevute con il codice fiscale, dal 1° gennaio 2026 l’assetto richiede obbligatoriamente di aprire una partita IVA. Soltanto se l’ente si finanzia soltanto con donazioni e quote associative base potrà mantenere soltanto il codice fiscale.
Il mutamento è stato reso indispensabile dal passaggio dal regime di esclusione IVA a quello di esenzione IVA: l’esenzione richiede che l’utente finale non dovrà pagare l’IVA, ma l’associazione acquisisce la veste di soggetto d’imposta.
Compensi sportivi dilettantistici tassazione
Il portale del RASD assorbe gran parte della burocrazia di ASD e SSD: non si tratta solo di un elenco delle società iscritte, ma del vero e proprio centro amministrativo dell’associazione.
Chi lavora nello sport è un lavoratore vero e proprio che solitamente viene inquadrato con un contratto Co.Co.Co. Per fare in modo che associazioni e società non debbano spendere troppo la riforma ha previsto due scivoli esentasse che possono essere cumulati ogni anno:
- fino al limite di 5.000 euro l’anno per ogni lavoratore non si pagano i contributi previdenziali;
- fino al limite di 15.000 euro l’anno per ogni lavoratore c’è l’esenzione dalle tasse (i compensi non vanno dichiarati);
Se si superano i limiti si pagherà l’Inps solo per la parte che eccede i 5.000 euro e l’Irpef solo sulla parte che eccede i 15.000 euro.
Il vantaggio operativo più grande per chi è iscritto al RASD è che invece di dover inviare i moduli tramite il centro per l’Impiego, i contratti devono essere inseriti sul portale del RASD che, poi, notifica il rapporto di lavoro all’Inps e all’Ispettorato del lavoro.
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