Assange, respinto ricorso, si avvicina l’estradizione negli USA

Enrica Perucchietti

12 Giugno 2023 - 08:00

Perso un altro tentativo di contrastare l’estradizione dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. Assange rischia 175 anni di carcere per 18 capi di accusa. Martedì una nuova udienza.

Assange, respinto ricorso, si avvicina l’estradizione negli USA

«Martedì della prossima settimana mio marito Julian Assange presenterà una nuova domanda di appello all’Alta Corte».

Brutte notizie per il fondatore di WikiLeaks: come rivelato dalla moglie Stella Morris su Twitter, Julian Assange ha perso un altro tentativo di contrastare l’estradizione dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. A

La Corte suprema britannica, nella persona del giudice Jonathan Swift, ha respinto l’appello dei legali del giornalista e attivista australiano contro l’estradizione negli Stati Uniti che gli costerebbe quasi certamente il carcere a vita.

Se estradato negli USA, Assange rischierebbe, infatti, 175 anni di carcere, dovendo affrontare 18 capi d’accusa relative alla pubblicazione di vaste raccolte di documenti militari e cablogrammi diplomatici: 17 ai sensi della Legge sullo spionaggio e uno ai sensi della Legge sulle frodi e gli abusi informatici. Assange è stato il primo soggetto editoriale a essere incriminato ai sensi della Legge sullo spionaggio.

Tuttavia, sua moglie Stella Morris non demorde e ha spiegato che martedì ci sarà un’udienza in cui il marito presenterà nuovamente ricorso. «Rimaniamo ottimisti sul fatto che prevarremo e che Julian non sarà estradato negli Stati Uniti, dove dovrà affrontare accuse che potrebbero portarlo a trascorrere il resto della sua vita in un carcere di massima sicurezza», ha scritto su Twitter.

La linea scelta dai legali di Assange è quella di mettere in discussione l’ordine emesso dal governo britannico in quanto violerebbe il trattato con gli USA secondo cui non si può concedere l’estradizione per i reati politici.

Nel gennaio 2021, un giudice britannico aveva stabilito che Assange non doveva essere estradato, poiché, viste le sue condizioni mentali, sarebbe stato a rischio di suicidio se condannato e detenuto in una prigione di massima sicurezza.

La pronuncia è stata però ribaltata dopo un appello delle autorità statunitensi che hanno fornito assicurazioni, inclusa la promessa di essere trasferito in Australia per scontare qualsiasi pena.

Un anno fa l’allora ministra degli Interni britannica Priti Patel ha quindi dato il suo benestare. Secondo WikiLeaks a questo punto l’estradizione potrebbe essere a questo punto “pericolosamente vicina”.

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