Arriva in Italia una tecnologia che elimina fino al 99% dei PFAS dall’acqua

Andrea Fabbri

15 Marzo 2026 - 07:18

Arriva in Italia una tecnologia innovativa che potrebbe risolvere il problema dei PFAS. Ecco come funziona e dove verrà installata in fase sperimentale

Arriva in Italia una tecnologia che elimina fino al 99% dei PFAS dall’acqua

I PFAS sono uno dei più grandi problemi ambientali della nostra epoca. Sono definiti “inquinanti eterni” e sono in grado di resistere in natura e all’interno del corpo, quando ingeriti, per moltissimi anni.

E il dramma è che ne possiamo trovare tracce in decine e decine di prodotti di uso comune, dalle padelle al filo interdentale, fino ad arrivare ai fertilizzanti usati in agricoltura e alle sostanze con cui vengono trattate le materie prime che finiscono sulle nostre tavole.

Una vera e propria emergenza globale che in Italia inizia a fare meno paura. È infatti notizia di questi giorni che sta arrivando nel nostro Paese il primo impianto SAFF®40, una tecnologia proveniente dall’Australia (e già attiva con successo in 40 siti a livello globale), capace di eliminare il 99% dei PFAS contenuti nelle acque reflue.

Proviamo a capire come funziona e dove verrà installato.

Arriva in Italia la tecnologia che rimuove i PFAS dalle acque reflue

Il 19 febbraio 2026 l’azienda Erica Srl, distributore italiano del sistema australiano, ha sottoscritto un accordo ufficiale con Acqua Novara VCO, uno dei principali gestori idrici del Paese, per installare il primo impianto SAFF®40.

L’impianto, ideato da EPOC Enviro, è già stato brevettato ed ha ottenuto notevoli risultati nei 40 siti in cui è attivo. SAFF®40 sfrutta le caratteristiche chimico-fisiche dei PFAS e all’interno di un container riesce a “intrappolare” le molecole nocive concentrandole in piccole particelle di schiuma per poi eliminarle. Un meccanismo che permette la rimozione di una percentuale compresa tra il 95% e il 99% degli inquinanti.

La sperimentazione inizia con Acqua Novara VCO

La decisione di Acqua Novara VCO S.p.A di puntare su questa tecnologia è tutt’altro che casuale. L’azienda gestisce i servizi idrici integrati di 139 comuni piemontesi e da sempre è attiva nella ricerca di soluzioni tecnologiche innovative e sostenibili che vadano a migliorare la qualità dell’acqua che arriva nelle case della popolazione.

Il SAFF®40 promette di non portare benefici soltanto alle province del Piemonte. Se i risultati saranno all’altezza delle aspettative, molte altre aziende potrebbero chiedere l’installazione dell’impianto, portando l’Italia in prima linea nella gestione di sostanze che mettono ogni giorno a repentaglio l’ambiente e la salute.

Cosa sono i PFAS e perché sono uno dei maggiori pericoli della nostra epoca

I PFAS hanno molti soprannomi e tutti decisamente poco lusinghieri. C’è chi li chiama “forever chemicals” oppure sostanze eterne o inquinanti eterni. La sigla è l’acronimo di Perfluoroalkyl Substances, sostanze perfluoroalchiliche e, in termini scientifici, sono delle molecole organiche in cui gli atomi di idrogeno vengono sostituiti con degli atomi di fluoro. Un meccanismo chimico che le rende, appunto, estremamente longeve e pericolose per la salute.

I legami tra carbonio e fluoro fanno sì che i PFAS siano resistenti all’acqua e all’azione dei grassi e che abbiano una resistenza termica molto elevata. Per questo motivo sono impiegate da decenni nella produzione industriale e nella realizzazione di oggetti che usiamo ogni giorno.

Il progresso della ricerca scientifica e della consapevolezza ambientale, per fortuna, ha dimostrato con dovizia di particolari la loro pericolosità a cui impianti come il SAFF®40 sembrano una delle migliori risposte attualmente disponibili.

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