Arriva il BTP€i 2,40% dopo il BTP Italia Sì. Quando conviene di più sul BTP a cedola fissa?

Stefano Vozza

22 Giugno 2026 - 17:59

Nuova tranches di titoli di Stato a lungo termine con rendimento variabile legato al tasso di crescita di prezzi dell’euro area

Arriva il BTP€i 2,40% dopo il BTP Italia Sì. Quando conviene di più sul BTP a cedola fissa?

Dopo la cinque giorni di collocamento del bond retail legato al carovita nazionale, ecco le ultime aste del mese di giugno. A metà settimana il Tesoro collocherà nuove tranches di BTP Short Term ’28 a tasso fisso e del BTP indicizzato all’inflazione europea.

Ancora una volta si tratta di bond dai ritorni variabili dal principio alla fine, per cui il risparmiatore è incerto se aderire o meno. Vediamo di sciogliere alcuni dubbi, ma non tutti visto che anche noi ignoriamo l’inflazione degli anni a venire. Dunque, arriva il BTP€i 2,40% dopo il BTP Italia Sì: quando conviene di più sul BTP a cedola fissa?

Cedola fissa o variabile? Oppure rendimento reale positivo o incerto?

Sotto molti aspetti, ma non tutti, il BTP€i assomiglia al BTP Italia Sì e, ancor di più, al BTP Italia standard. In tutti i casi i casi, infatti, il ritorno è agganciato al trend del costo della vita nell’area geografica di riferimento. Quindi si compongono di una parte fissa garantita più una variabile che dipenderà dal trend dell’inflazione nel periodo ed area considerata. Poi ogni prodotto ha propri criteri di indicizzazione. È dal mix di questi dettagli che poggiano le differenze tra un bond e l’altro.

Ora, storicamente l’inflazione ha assunto a tratti valori nulli o negativi, in altri modesti o elevati. Pertanto il tasso minimo per forza di cose non può essere elevato, dato che è spesso è solo una parte della cedola semestrale. Gli anni di inflazione nulla o negativa si sono ma non sono la norma e, soprattutto, oggi sembrano più un ricordo del recente passato.

Così a volte l’investitore commette l’errore di confrontare il fisso di un inflation-bond con il tasso annuo di un bond a cedola fissa pari durata. Il confronto non regge perché quasi sempre “vince” il titolo a tasso fisso nei valori assoluti. In quelli reali, cioè al netto del tasso di crescita dei prezzi, vale di sicuro il contrario. Cioè l’inflation-bond produce sempre un guadagno reale positivo, mentre su quello a tasso fisso è tutto da dimostrare da caso a caso.

La 12° tranche del BTP€i 15 anni

Mercoledì 24 il Tesoro proporrà in asta la 12° tranche del BTP€i con identificativo ISIN IT0005547812, in corso di emissione. Ha data di lancio 15/05/’23 e data rimborso alla stessa data del 2039, tra circa 12,9 anni. È quotato (corso secco) sul MOT di Borsa Italiana, con contratti e controvalori giornalieri degli ultimi 30 giorni compresi tra 10 e 40 i primi, e 1-6 mln di € i secondi.

La cedola annua è del 2,40%, l’1,20% periodale, con date di stacco al 15/05 e 15/11. Pertanto ci sono 42 giorni di dietimi da conteggiare per i nuovi sottoscrittori. Ha duration modificata al 7,99 e venerdì scorso ha chiuso l’ottava a 104,05 centesimi per un effettivo a scadenza del 5,14% (dati: Borsa Italiana). Il taglio minimo resta sempre a 1.000 € nominali e relativi multipli, e non muta il regime fiscale rispetto agli altri titoli di Stato.

Lo stock in offerta è compreso tra 1,5 e 1,75 mld di € per l’asta ordinaria, e in 0,265 nella supplementare. Le prenotazioni retail andranno ultimate entro martedì 23, dato che il giorno dopo ci sarà l’asta vera e propria. Venerdì 26 sarà data di regolamento per tutti, anche per lo stock supplementare assegnato giovedì 25.

Come si determina l’importo della cedola del BTP€i?

Nello specifico del BTP€i, la protezione dall’inflazione funziona nel modo che diremo.
Il titolo rivaluta il capitale su base semestrale ma a differenza del BTP Italia (standard) la rivalutazione non arriva semestralmente, insieme alla cedola. L’emittente, infatti, la calcola e la congela fino a naturale scadenza del titolo. Solo allora la riconosce ai possessori del bond, insieme al rimborso del nominale sottoscritto e l’ultima cedola semestrale maturata. Nel BTP Italia ordinario la rivalutazione arriva ogni 6 mesi.

Quindi tutto dipenderà dall’effettivo valore maturato dal coefficiente di indicizzazione al 15 maggio 2033. Se ad esempio fosse a 1,20 allora per 1.000 € nominali posseduti il valore finale rimborsato sarebbe di 1.200 €. Per coefficienti a 1,30 o 1,40 o 1,50, allora i rimborsi finali sarebbero, nell’ordine, 1.300 €, 1.400 € o 1.500 €. E così via.

Quanto alla cedola semestrale, è calcolata sul capitale rivalutato al tasso di crescita dell’inflazione europea di periodo. Per cui l’importo dei coupon del BTP€i Tf 2,4% Mg39 si ottiene moltiplicando l’1,20% per il capitale rivalutato al semestre precedente (il coefficiente di indicizzazione). Una conseguenza diretta è che ad ogni cedola l’importo cambia di volta in volta. Ad esempio gli importi lordi pagati dal Tesoro alle ultime 3 date su 1.000 € di capitale nominale sono stati (dati: Banca d’Italia):

  • 15 maggio 2025: 12,55188 €;
  • 15 novembre 2025: 12,72312 €;
  • 15 maggio 2026: 12,81912 €.

Sia per il capitale che per le cedole l’indice di riferimento è l’IPCA, l’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato dei Paesi UE (ex tabacco). In caso di deflazione, cioè discesa dei prezzi, che è l’inverso dell’inflazione, il capitale nominale non si riduce.

Arriva il BTP€i 2,40% dopo il BTP Italia Sì: quando conviene di più sul BTP a cedola fissa?

Ora, la convenienza tra un “variabile” come il BTP€i Tf 2,4% o un pari durata a cedola fissa come il BTP Tf 4,15% Oct39 (ISIN IT0005582421) dipende dalle aspettative di inflazione.

Se ci si aspetta una discesa decisa e/o costante del tasso di crescita dei prezzi da qui al 2039 allora conviene “bloccare” titoli come il BTP Tf 4,15%. Quanto maggiore è lo yield a scadenza a cui lo si acquista e quanto più bassa sarà l’inflazione futura, tanto maggiore sarà il ritorno reale a scadenza. Al momento il BTP Tf 4,15% Oct39 prezza sui 101,95 per un effettivo a scadenza annuo lordo del 3,99% (dati: Borsa Italiana).

Diversamente, non sarebbe male l’idea di diversificare la composizione del portafoglio inserendovi slot di titoli agganciati al carovita. Poi si trattasse del BTP Italia standard, o del BTP Italia Sì o del BTP€i è una decisione assai complessa e personale. Sistemi di indicizzazione, timing di ingresso e/o uscita, cedola fissa ed altro possono, infatti, far propendere la scelta verso l’una o un’altra soluzione.