Ex Ilva, ArcelorMittal invia nuovo piano industriale al Governo: previsti 3.200 esuberi

Martino Grassi

5 Giugno 2020 - 23:00

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ArcelorMittal invia al Governo il nuovo piano industriale per il 2020-2025 con cui prevede circa 3.200 esuberi, inaccettabili per il ministro Patuanelli.

Ex Ilva, ArcelorMittal invia nuovo piano industriale al Governo: previsti 3.200 esuberi

ArcelorMittal ha inoltrato poche ore fa il piano industriale 2020-2025 al Governo con cui ha annunciato 3.200 nuovi esuberi. Le cifre sono ancora provvisorie, ma a queste vanno aggiunti anche i 1.800 lavoratori che al momento sono in forza a Ilva in As, che sarebbero dovuti essere assunti secondo gli accordi del 2018. Nel 2025, quindi si arriverebbe a un totale di circa 5.000 licenziamenti.

Nel nuovo piano ci sarebbero anche delle novità per quanto riguarda le produzioni che dovrebbero assestarsi sulle 6 milioni di tonnellate annue utilizzando 3 altiforni, conto le 8 proposte lo scorso marzo. Un piano che seppur rivisto non si discosta di molto da quello proposto lo scorso marzo, ritenuto all’epoca “inaccettabile” dai sindacati.

Nel pomeriggio, dei gruppi di lavoratori hanno stazionato all’esterno dello stabilimento di Taranto, preoccupati per le notizie sui tagli che stavano circolando e si sono registrati anche momenti di accesa discussione tra i lavoratori e le delegazioni sindacali.

ArcelorMittal invia nuovo piano industriale

Le modifiche al precedente piano, fa sapere ArcelorMittal, sarebbero dovute allo “scenario, profondamente cambiato a causa del lockdown”. La notizia, secondo le parole del ministro dello Sviluppo Economico era già nell’aria da diversi giorni, dal momento che aveva dichiarato di aspettarsi una proposta simile a quella di marzo, nel corso di un’intervista per Radio Anch’io, aggiungendo però che i tagli all’occupazione restano “cosa per noi inaccettabile.

Il ministro ha inoltre ipotizzato “un piano non in linea con quanto discusso a marzo e con quanto si aspetta il Governo”. Il futuro dell’Ex Ilva quindi sembra essere in mano dello Stato mediante Cassa Depositi e Prestiti, come ha annunciato lo stesso Patuanelli:

“Non ci si può più permettere di ragionare su una crisi aziendale, Taranto forse è il tavolo di crisi più ampio ma se guardiamo al caso singolarmente facciamo un errore“.

Necessario un piano strategico per filiera

Il ministro Patuanelli ha inoltre ricordato l’importanza di “un piano strategico per filiera che al momento non sembra esserci, almeno per gli stabilimenti di Taranto, Novi Ligure e Corigliano. La credibilità di Arcelor è ai minimi storici, come ricordato anche dal Segretario Generale dell’Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici (UILM):

“Da tempo continuiamo a sollecitare il Governo a prendere atto di una situazione insostenibile all’interno dell’ex Ilva. I comportamenti di ArcelorMittal sono spregevoli nei confronti dei lavoratori, delle istituzioni e del Governo. Sono atteggiamenti provocatori che ogni giorno che passa creano enormi danni ambientali, occupazionali e impiantistici”.

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