Dopo i ribassi di ieri, i corsi di Gbp/Usd hanno ripreso forza grazie alla risposta dei compratori su un’importante area supportiva. Vediamo quali livelli è importante monitorare
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,2251 |
| Variazione | 0,26% |
| Max (52 settimane) | 1,3381 |
| Min (52 settimane) | 1,1959 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,2716 |
| RSI 14 | 43,87 |
| MACD | 0,001 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,42% |
| 1 mese | -0,77% |
| 3 mesi | -1,72% |
Le quotazioni del cambio Gbp/Usd sono in balia del caos per la Brexit. Da un punto di vista grafico, ieri le quotazioni hanno violato la linea di tendenza che unisce i minimi del 3 settembre a quelli del primo ottobre 2019.
La zona raggiunta dai prezzi, a dispetto del breakout evidenziato prima, è piuttosto interessante, in quanto corrisponde al 61,8% del ritracciamento di Fibonacci disegnato dai lows del 3 ai massimi del 20 settembre 2019.
Oltre a questo, le quotazioni si trovano a ridosso del supporto statico lasciato in eredità dai top del primo agosto 2019. Se quota 1,2305 dovesse venire superata, è ragionevole attendersi una prosecuzione del rialzo iniziato lo scorso mese. In questo senso, l’obiettivo degli acquirenti potrebbe trovarsi a ridosso della media mobile semplice a 200 giorni, la quale passa a 1,2716.
Se invece i corsi dovessero passare al di sotto dei livelli supportivi menzionati prima, i venditori potrebbero traghettarli verso nuovi minimi dal 7 ottobre 2016.
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