Le quotazioni di Eur/Usd stanno cercando di rialzare la testa dopo il recente ribasso. Vediamo quali livelli tenere sott’occhio per una ripartenza più strutturata degli acquisti
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,0874 |
| Variazione | 0,15% |
| Max (52 settimane) | 1,1495 |
| Min (52 settimane) | 1,0636 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,1062 |
| RSI 14 | 45,97 |
| MACD | -0,004 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,15% |
| 1 mese | -5,03% |
| 3 mesi | -2,09% |
Lo scorso 7 aprile, l’Eur/Usd è riuscito a fornire un segnale di forza, rimbalzando a ridosso del supporto a 1,0786 e fermando il tentativo di affondo dei venditori, i quali avevano ritracciato quasi completamente l’impulso ascendente iniziato durante la seconda metà di marzo 2020.
In generale, i prezzi sono inseriti all’interno di una tendenza lateral-discendente, espressa dalla trendline ottenuta collegando i minimi del 15 agosto e 11 dicembre 2018, la quale ha innescato il rimbalzo delle scorse ottave.
I corsi sembrano ora mirare alla successiva resistenza a 1,0999, lasciata in eredità dai massimi del 26 agosto 2019 e zona di transito del livello dinamico che unisce i top del 9 e 30 marzo 2020. Un superamento di questa zona potrebbe far tornare i prezzi ad un nuovo test della media mobile semplice a 200 giorni, la quale (a parte per l’eccezione di marzo 2020) tiene sotto scacco i compratori da maggio 2018.
Una rottura dei massimi del precedente impulso, a 1,1163, fornirebbero un segnale positivo per gli acquirenti, i quali potrebbero spingere i corsi verso la linea di tendenza che collega i top del 14 giugno e 21 settembre 2018, transitante a 1,15.
Un primo (seppur timido) segnale di ottimismo si avrebbe in caso di superamento di 1,0926. Al contrario, discese al di sotto di 1,0769 costituirebbero un’indicazione negativa, con i venditori che avrebbero la possibilità di incrementare la loro pressione fino alla successiva soglia psicologica a 1,06.