Nel corso del 2019, le quotazioni di Eur/Usd hanno proseguito la fase discendente iniziata nel 2018. Vediamo quali livelli tenere sotto controllo nel lungo periodo, osservando il grafico mensile
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,1159 |
| Variazione | 0,55% |
| Max (52 settimane) | 1,157 |
| Min (52 settimane) | 1,0879 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,2648 |
| RSI 14 | 45,51 |
| MACD | -0,0139 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,72% |
| 1 mese | 1,45% |
| 3 mesi | 2,00% |
Durante il 2019, l’Eur/Usd ha seguito l’andamento discendente iniziato nel corso del 2018, quando i corsi sono stati respinti dalla duplice resistenza fornita dalla trendline che unisce i top di luglio 2008 a quelli di maggio 2011 e da quella disegnata con i lows di giugno 2010 e di luglio 2012.
Dopo aver veleggiato per diverso tempo a ridosso della linea di tendenza ottenuta collegando i massimi di agosto 2015 e di maggio 2016, le quotazioni ne hanno effettuato la violazione, portandosi sul supporto a 1,0913, lasciato in eredità dai minimi di maggio 2016.
Da tale livello di concentrazione di domanda, i compratori hanno rialzato la testa, fino a portarsi al re-test della trendline transitante a 1,12. Solo un superamento di tale area prima, e di 1,1448 poi, potrà permettere al cambio di tornare verso quota 1,20.
Al contrario, una discesa al di sotto dei minimi di settembre 2019 avrebbe la possibilità di traghettare i prezzi verso il sostegno di lungo periodo a 1,0492, derivante dai top di dicembre 2002.