Le quotazioni di Eur/Jpy hanno messo a segno un ribasso dopo la rottura di un rising wedge, tipica figura di continuazione. I ribassi però potrebbero venire arginati da un livello dinamico di lungo periodo
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 120,180 |
| Variazione | 0,03% |
| Max (52 settimane) | 127,50 |
| Min (52 settimane) | 115,87 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 126,66 |
| RSI 14 | 38,53 |
| MACD | -0,100 |
| Performance | |
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| 1 settimana | 0,26% |
| 1 mese | 1,32% |
| 3 mesi | 0,26% |
Da settembre 2019, per l’Eur/Jpy è iniziata una fase positiva dopo un intenso trend ribassista iniziato a dicembre 2017.
I prezzi sono infatti riusciti a superare la coriacea linea di tendenza che unisce i massimi del 25 settembre 2018 a quelli del 17 aprile 2019, portandosi anche al di sopra della media mobile semplice a 200 giorni per la prima volta da ottobre 2018.
Dopo diverse sedute all’insegna dei rialzi, di recente i corsi hanno violato quella che appare come una figura di rising wedge, con parte superiore identificata con la linea di tendenza che unisce i massimi del 21 ottobre a quelli del 27 dicembre 2019. La parte inferiore è stata trovata collegando i minimi del 3 settembre 2019 a quelli dell’8 ottobre 2019.
Il principale obiettivo di questo modello di continuazione, ottenuto proiettando in basso la sua altezza, è localizzato a 116,79. Si potrebbe essere più conservativi, ponendo quest’ultimo livello a 118,63: qui infatti verrebbe effettuato il pullback del livello dinamico di lungo periodo menzionato prima.
Discese al di sotto di tale area di concentrazione di domanda potrebbero però portare le quotazioni a mettere a segno una nuova gamba ribassista fino ai minimi del 2019, a 115,87.