I prezzi dell’Eur/Usd hanno raggiunto un livello che potrebbe creare l’occasione per le quotazioni di rialzare la testa dopo i ribassi degli scorsi mesi
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,1046 |
| Variazione | -0,24% |
| Max (52 settimane) | 1,1815 |
| Min (52 settimane) | 1,0926 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,1256 |
| RSI 14 | 47,11 |
| MACD | -0,003 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | 0,33% |
| 1 mese | -0,29% |
| 3 mesi | -1,32% |
Seduta all’insegna dei ribassi sull’Eur/Usd nel giorno in cui la Federal Reserve svelerà al pubblico le sue prossime mosse di politica monetaria.
Dal punto di vista grafico, le quotazioni del cambio sembrano essere pronte per una ripresa di forza nel medio periodo. Questo perché lo scorso 12 settembre è stato completato un modello di double bottom in area 1,0926, zona di transito della linea di tendenza disegnata con i top del 10 e quelli del 31 gennaio scorsi.
Perchè questa figura venga confermata occorre che i corsi effettuino una chiusura al di sopra di 1,1090: in questo modo verrebbe rotta la neckline del modello. Per avere maggiori sicurezze però, i compratori dovrebbero riuscire a spingere le quotazioni oltre 1,1109.
Sopra questa zona verrebbe rotta della trendline che collega i massimi del 25 a quelli del 28 luglio scorsi, e di quella ottenuta con i lows dell’1 e 23 agosto 2019. In caso di prosecuzione dei rialzi, l’obiettivo minimo degli acquirenti potrebbe trovarsi a 1,1254, nei pressi della media mobile semplice a 200 giorni.
Nell’eventualità in cui i prezzi dovessero spingersi nuovamente sotto i lows di settembre, si configurerebbe un segnale short, con i venditori che avrebbero la possibilità di portare i corsi verso il livello di concentrazione di domanda posto a 1,0874, ereditato dai massimi dell’8 dicembre 2016.