Amazon: il coronavirus colpisce sempre più magazzini

Crescono i contagi tra i magazzini del colosso e-commerce: chiusura obbligata per alcune strutture USA e spedizioni a rischio. Ieri primo caso italiano presso gli impianti di Rieti

La pandemia di coronavirus non sta certo risparmiando la compagnia di Jeff Bezos, alle prese con un numero crescente di contagi sparsi per i suoi magazzini. Stando a quanto segnalato dalla stessa Amazon, sono 11 al momento le strutture interessate finora sul territorio statunitense.

Mentre nel pomeriggio di ieri è stato reso noto il primo caso italiano, presso gli impianti di Passo Corese, a Rieti. La dipendente risultata positiva sarebbe asintomatica e, secondo la Cgil, avrebbe già avvertito la sua rete di contatti in azienda e fuori.

L’ultimo caso statunitense segnalato riguarda un impiegato presso il centro logistico di Staten Island, a New York. L’uomo, a lavoro l’ultima volta prima di scoprirsi positivo l’11 marzo, è ora in quarantena, apparentemente in buone condizioni di salute.

L’exploit dei casi ha costretto l’azienda a chiudere più di una struttura, circostanza che potrebbe finire per causare ancora più ritardi nelle spedizioni, che già al momento presentano tempi molto più lunghi del solito.

Amazon ha infatti annunciato a inizio settimana l’intenzione di dare priorità agli articoli essenziali, vista la difficoltà a tenere il passo con la domanda in fortissima crescita durante la pandemia di Covid-19.

Amazon: il coronavirus colpisce sempre più magazzini

Prima dell’operaio di Staten Island, la compagnia ha confermato diversi altri casi riscontrati nei pressi dei suoi hub di consegna di Queens, Illinois, New Jersey, California, Jacksonville, Shepherdsville, Brownstown, Oklahoma City, Texas e Wallingford.

Amazon ha temporaneamente chiuso alcuni siti, come quello del Queens, mentre per la gran parte degli altri magazzini interessati dai contagi ha comunicato l’adozione di “misure estreme per garantire la sicurezza dei dipendenti”.

Tra queste la compagnia include la disinfezione regolare delle sedie, delle maniglie delle porte, dei pulsanti dell’ascensore, degli armadietti e di tutti i dispositivi touch screen presenti nelle strutture.

Ma la moltiplicazione dei casi presso i magazzini del colosso di Bezos va inevitabilmente a intensificare le voci critiche, interne ed esterne alla compagnia, pronte a segnalare la mancanza di tutele e protezioni sul lavoro in risposta all’emergenza sanitaria in corso.

Di recente un gruppo di lavoratori hanno riferito alla CNN che le politiche di distanziamento “non sono realistiche” nei magazzini, dove in alcune aree gli spazi ridotti costringono i dipendenti a “camminare lateralmente per superarsi”.

In più, c’è da mettere in conto il rischio ritardo per un gran numero di spedizioni. Su suo sito, Amazon ha già anticipato a tutti gli utenti tempi di consegna più lunghi, incoraggiandoli a non optare per le spedizioni urgenti qualora non sussista una vera necessità.

Il gigante e-commerce si trova a far fronte a un incremento di domanda paragonabile a quello che si registra durante il Black Friday, motivo che ha spinto l’azienda a dare avvio a un maxi-piano di assunzioni per almeno 100mila nuovi addetti alla distribuzione.

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