Altro che Treasury. I trader stanno usando le scommesse come obbligazioni

Redazione Money Premium

22 Febbraio 2026 - 07:35

Sembrano bond, ma puoi perdere tutto: il lato oscuro dei prediction market. La nuova mania dei trader.

Altro che Treasury. I trader stanno usando le scommesse come obbligazioni

I prediction market stanno trasformando il modo in cui le persone pensano alle scommesse e, in modo sempre più sorprendente, anche agli strumenti finanziari tradizionali.

Piattaforme come Kalshi e Polymarket hanno dato vita a un’economia del “puntare su qualsiasi cosa”, dove si può scommettere su elezioni, prezzi delle materie prime, decisioni geopolitiche o persino su ciò che dirà un personaggio famoso. In questo ecosistema, dominato da contratti binari su eventi futuri, sta emergendo una curiosa reinterpretazione di uno degli strumenti più antichi della finanza: le obbligazioni.

Il funzionamento di questi mercati è relativamente semplice. Gli utenti comprano e vendono contratti legati a esiti futuri sì/no; i prezzi riflettono le probabilità implicite determinate dalla domanda e dall’offerta tra gli scommettitori. Più un evento è ritenuto probabile, più il prezzo del contratto si avvicina a 1 dollaro. Ed è proprio qui che alcuni trader hanno iniziato a vedere analogie con le obbligazioni zero coupon: se un esito è considerato quasi certo e il contratto paga 1 dollaro alla scadenza, acquistarlo a 0,96 equivale, nella loro logica, a incassare un piccolo rendimento a scadenza.

Nasce così l’idea dei cosiddetti “bond” dei prediction market. Non si tratta di titoli di Stato o corporate bond, ma di scommesse ad altissima probabilità che promettono ritorni modesti. Se si è quasi certi che qualcosa accadrà — o non accadrà — comprare o vendere questi contratti può sembrare simile a bloccare un rendimento quasi fisso. Alcuni esempi diventati famosi riguardano eventi estremamente improbabili, come il ritorno di Gesù entro una certa data. Chi ha scommesso contro questo evento in passato ha effettivamente incassato piccoli guadagni quando la scadenza è passata senza sorprese.

Questo tipo di operatività non è limitato a temi religiosi o provocatori. Alcuni trader cercano opportunità in ambiti regolamentati o mediatici, ad esempio scommettendo che un certo brand non farà pubblicità durante un grande evento sportivo per via di vincoli normativi, oppure che in una data specifica i commentatori sportivi useranno una parola quasi inevitabile. In tutti questi casi la logica è la stessa: individuare esiti considerati quasi certi dal punto di vista statistico o istituzionale e trattarli come strumenti a rendimento contenuto ma teoricamente prevedibile.

Tuttavia, il paragone con le obbligazioni tradizionali regge solo fino a un certo punto. Un primo limite è la liquidità. Il mercato dei Treasury statunitensi muove ogni giorno volumi enormi, mentre nei prediction market ogni posizione richiede una controparte disposta ad assumere il lato opposto. Questo riduce la scala delle operazioni e può rendere difficile entrare o uscire dalle posizioni ai prezzi desiderati.

Il secondo, e più importante, problema è il tail risk, il rischio di coda. Queste strategie si basano su eventi ritenuti quasi impossibili, ma “quasi” non significa “mai”. Basta un singolo cigno nero per cancellare anni di piccoli profitti. A differenza di molte obbligazioni di alta qualità, qui non c’è una struttura di protezione, una banca centrale o un emittente solido dietro al pagamento: se l’esito va contro la previsione, la perdita può essere quasi totale.

Alcuni trader esperti mettono in guardia dal confondere le operazioni di “bonding” con strategie realmente prive di rischio. La storia finanziaria è piena di carriere rovinate da scommesse considerate sicure finché non si è verificato l’evento improbabile. Nei prediction market questa dinamica è ancora più evidente, perché tutto ruota attorno a singoli eventi binari.

Infine, anche assumendo una capacità previsionale perfetta, resta il tema del valore relativo. Se si interpreta il prezzo di questi contratti come un rendimento a scadenza, è naturale confrontarlo con quello dei T-bill o di altre obbligazioni zero coupon. Quando si fa questo confronto, il guadagno potenziale spesso appare modesto rispetto ai rischi di illiquidità, ai rischi operativi delle piattaforme e al rischio di controparte. Quello che a prima vista sembra “denaro gratuito” può rivelarsi solo un premio limitato per rischi non sempre evidenti.

I prediction market stanno sicuramente innovando il modo in cui le persone esprimono opinioni sul futuro e prezzano le probabilità. Ma chiamare “bond” queste scommesse può essere più una metafora accattivante che una realtà finanziaria. Dietro il linguaggio familiare della finanza tradizionale si nasconde un mondo dove la probabilità, più che la promessa, è l’unica vera garanzia.