AV: i piranha del debito pubblico contro il ministro che vuole la verifica di utilità sociale

Un insieme di faccendieri, presunti esperti, gazzettieri e industrialotti, intimano al Ministro dei Trasporti di procedere alla realizzazione dell’av. Una classe di piranha del debito pubblico crescente a prescindere.

AV: i piranha del debito pubblico contro il ministro che vuole la verifica di utilità sociale

Un sistema dell’informazione che nelle sue componenti più organiche fa terrorismo informativo citando penali fantasiose in caso di mancata realizzazione dei progetti. Terrorismo puro espresso da soggetti che non conoscono gli atti giuridico negoziali sottesi ai progetti av.

Industriali, commercianti, politici tutti a intimare al ministro delle Infrastrutture che la tav tra Brescia e Padova va fatta. Alcuni di costoro, utilizzando imbrattacarte e velinari per condizionare la pubblica opinione sproloquiano su erosissime penali da pagare.

Mestatori disinformati che mirano solo a portare risorse finanziarie scarse, indipendentemente dalla verificata utilità sociale dell’opera. La storia dei contratti sottoscritti per la realizzazione della linea alta velocità dovrebbe essere oggetto, in uno Stato serio, a indagine parlamentare, considerato le deroghe alle norme, i costi, gli inascoltati richiami dell’Antitrust e della Corte dei Conti.

Sono costoro i piranha della spesa pubblica improduttiva e del debito pubblico in perenne aumento. Un pezzo di classe dirigente che mira unicamente a intercettare soldi pubblici dirottati sul territorio.

La catena degli atti contrattuali che segnano i rapporti giuridici del progetto av è complessa. Rapporti tra Rfi e il Concedente che è il ministero. Rapporti tra RFI e il General Concractor. Rapporti tra Rfi e la società d’ingegneria Italferr e infine rapporti tra Rfi e il mercato finanziario. Inoltre ci sono numerosi Atti che regolano il Rapporto tra Rfi e Fs. In particolare l’Atto di Concessione del 7 agosto 1991, la Convenzione Attuativa della Concessione del 24 settembre 1991, il 1 Atto modificativo del 12 marzo 1992, l’Appendice alla Convenzione attuativa della Concessione e ulteriori Atti modificativi della Convenzione attuativa della Concessione, la legge 78 del 1994 concernente la garanzia statale sulle obbligazioni assunte da società controllate dallo Stato.

I rapporti tra Rfi e i General Concractor sono regolati da Atti contrattuali. Il General Concractor per la Bs/Vr (in origine Mi/Vr) era costituito da Snam Progetti (ENI), Todini Costruzioni Generali, Fioroni Sistema, Acquater, Saipem (ENI), Ferro Cemento, Maltauro. Quale il grande inaccettabile giochetto sul contratto? È fuori dalle norme UE come rilevato dall’avv Generale della Corte di Giustizia UE Verica Trsteniak nella Causa C 351/07 e presentate l’11 settembre 2008.

Successivamente gli stessi general contractor vista la condanna degli appalti come ottenuti chiedono alla Corte di non pronunciarsi perché non interessati più. Incredibilmente lo Stato italiano assente e tutto ritorna al Tar del Lazio. Tar presieduto da un magistrato che era stato presidente del collegio arbitrale riguardante Todini costruzioni generali s.p.a., società che ha deteneva il 12% della quota di Cepav 2 e successivamente assorbita dal gruppo Pizzarotti.

Vicenda che risulta anche dalla interrogazione parlamentare presentata nella seduta n 202 dell’11 settembre 2007 (classificazione 3-01193). Anche l’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici con delibera n 80 del 2011 relativa ai contratti “alta velocità” evidenziò la violazione dei principi della libera concorrenza e l’economicità del sistema. Un dettaglio?

Continuate pure a rompere il quadro di legalità e certo sarà l’affondamento definitivo del Paese! Relativamente al terrorismo dei media che riportano dichiarazioni di presunti esperti, io vorrei rispondere riportando quanto affermato da uno che tutto lo schema giuridico contrattuale lo conosceva perfettamente, Claudio Burlando, Ministro dei Trasporti che ricevette un documento dell’Associazione Costruttori il 24 ottobre 1996. Un documento di fuoco:

“Si deve innanzitutto prendere atto che il modello del GC, così come sperimentato nel programma AV, non ha prodotto gli effetti sperati (…). In particolare la società TAV (oggi RFI: ndr) potrebbe acquistare dai concessionari la progettazione affidando successivamente a gara la realizzazione delle opere. Una SCELTA di questo tipo potrebbe portare al NETTO del 3% delle PENALI ad un risparmio per il Tesoro (..)“.

Contratti difformi da norme comunitarie, incremento dei costi, rilievi AGCM e infine analisi costi benefici come obbliga l’art 1 comma 2 del DLGS 228 del 2011 e dalle successive Linee Guida elaborate dal MIT, non possono restare senza adempimento.

Un Governo di discontinuità non deve badare a faccendieri, lobbysti e soggetti interessati che le risorse siano spese localmente a prescindere. Quel tempo è finito e il Paese al netto della narrazione di una classe dirigente che in 20 anni ha fatto crescere il debito pubblico di 1400 mld di euro è in serio rischio di colonizzazione del suo apparato economico.

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