Alberto Stasi oggi: chi è, cosa fa e perché è stato condannato

Giorgia Bonamoneta

24/05/2022

25/05/2022 - 12:29

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Dal carcere di Bollate, dove sta scontando la condanna a 16 anni, parla Alberto Stasi. Nuove prove richiederebbero la revisione della condanna per il delitto di Garlasco.

Alberto Stasi oggi: chi è, cosa fa e perché è stato condannato

Alberto Stasi torna a parlare e lo fa dal carcere di Bollate dove sta scontando una condanna di 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Stasi si è sempre dichiarato innocente e dice di andare a dormire con il cuore leggero tutte le sere. Dall’inizio della reclusione, nuove evidenze sono state presentate dai legali dell’uomo che oggi, 38 anni, potrebbe rivedere valutata la propria condizione.

Il caso, che prende il nome nella cronaca nera italiana di “delitto di Garlasco”, ha interessato per molto tempo i media. A partire dal 2007, quando venne ritrovato il corpo della giovane Poggi, fino alla conferma della condanna a 16 ani nel 2015. Oggi Stasi lavora all’interno della struttura penitenziaria, mentre della sua vita privata di conosce molto poco.

Il delitto di Garlasco è ancora oggi un fatto di cronaca oscuro, con prove di colpevolezza fragili e non certe. Per questo la deposizione di una richiesta di revisione della condanna ha riacceso l’interesse (anche morboso in alcuni casi) su ciò che era rimasto irrisolto o in dubbio dal 2007. Qual è il movente e dov’è l’arma, per esempio.

Da bravo ragazzo a condanna per omicidio: chi è Alberto Stasi e cosa fa oggi

Alberto Stasi è stato fin da subito l’unico sospettato dell’omicidio di Chiara Poggi, all’epoca dei fatti sua fidanzata. Anche se le prove a suo carico erano poche e fragili, la motivazione del giudice ricade su alcuni punti essenziali: prima di tutto il fatto di risultare piuttosto calmo durante gli interrogatori e soprattutto di non avere macchie di sangue sugli indumenti, neppure sotto le suole delle scarpe, anche se la scena del crimine ne era ricoperta.

Su di lui si sa ben poco e anche oggi, con la reclusione, non si conoscono molti dettagli della sua vita. Stasi, nato a Sesto San Giovanni il 6 luglio del 1983, era il fidanzato di Chiara Poggi da due anni quando è avvenuto l’omicidio. La loro relazione è cominciata nel 2005, quando era ancora uno studente di Economia.

Durante il periodo delle indagini, Alberto Stasi continua gli studi e si laurea in Economia e Commercio. All’inizio la famiglia Poggi difese il fidanzato della figlia, reputandolo un bravo ragazzo e come «uno di famiglia», ma nel tempo su di lui sono state ritrovate informazioni compromettenti, come per esempio del materiale pedopornografico sul suo computer.

Oggi l’uomo sta scontando la pena a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, per il quale è stato dichiarato colpevole. Nel carcere di Bollate, Stasi ha parzialmente ricostruito la propria vita, lavorando come centralinista.

La difficile e lunga fase processuale per la condanna di Alberto Stati

Fin dall’inizio Stasi si dichiarò innocente. La ricostruzione del ritrovamento del corpo della vittima corrispondeva con un’iniziale analisi della scena del crimine, ma il comportamento sospetto lo portano un mese dopo all’arresto. Dopo appena 4 giorni, il 28 settembre 2007, venne rilasciato per insufficienza di prove.

Le indagini proseguirono e così gli appelli, ai quali Stati viene riconosciuto innocente. Il 7 dicembre 2011, dopo una nuova perizia, venne spostato l’orario della morte di Chiara Poggi. L’alibi di Stasi cadde, ma la Corte comunque lo assolse. Nel 2014, al processo d’appello bis, dopo una più accurata perizia, Alberto Stasi venne condannato a 24 anni di carcere, poi confermata a 16 anni l’anno seguente.

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