Addio obsolescenza programmata per smartphone ed elettrodomestici, arriva la stretta dell’Ue

Nadia Pascale

12 Maggio 2023 - 12:52

condividi

Continua il percorso dell’Unione europea per dire addio all’obsolescenza programmata di smartphone ed elettrodomestici. Ecco cosa prevede la stretta Ue.

Addio obsolescenza programmata per smartphone ed elettrodomestici, arriva la stretta dell’Ue

Addio all’obsolescenza programmata, questo sembra essere l’obiettivo dell’Unione Europea e non potendo agire direttamente sui produttori che spesso sono dislocati al di fuori dell’Unione Europea sceglie soluzioni più facilmente praticabili. La strada da percorrere è la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde.

Obsolescenza programmata: cos’è?

Molti prodotti di elettronica sono caratterizzati da una breve vita, la stessa però non è naturale ma è dovuta ad accorgimenti adottati dalle aziende produttrici e volti a ridurre la durata. Si tratta di elettrodomestici che per molte tipologie di guasti non possono essere riparati o le cui riparazioni hanno un costo elevato rispetto a un prodotto nuovo. Smartphone, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, computer sono tra i dispositivi che più frequentemente tutti utilizziamo e caratterizzati proprio da tale obsolescenza programmata.

Questo meccanismo non comporta solo maggiori esborsi da parte dei cittadini, costretti ad acquistare nuovi dispositivi, ma comporta anche un maggiore inquinamento ambientale ed è proprio per questo che l’Unione Europea intende porre un freno a tale pratica agendo sui consumatori, cioè facendo in modo che facciano scelte consapevoli.
La Commissione europea, dopo aver raccolto pareri di consumatori, esperti e aziende,
ha proposto il 30 marzo 2022 una direttiva sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde.

Cosa prevede la direttiva dell’Ue per lo stop all’obsolescenza programmata?

L’obiettivo è incoraggiare le aziende a mettere in moto produzioni che siano ecocompatibili e che non prevedano obsolescenza tecnica. Dal canto suo l’Unione Europea sollecita i consumatori a indirizzare le scelte di acquisto proprio verso tali aziende. In questo modo si crea un circolo virtuoso tra aziende e consumatori che permette ai primi di avere entrate nonostante scelte che possono essere considerate oggi fuori dal mercato, visto che tutte le aziende adottano strategie per l’obsolescenza programmata e ai secondi di ottenere un risparmio economico. Il tutto a vantaggio dell’ambiente, infatti nella maggior parte dei casi i rifiuti elettronici sono speciali, altamente inquinanti e richiedono l’uso di metalli preziosi e rari che ne aumentano il prezzo.

Il primo passo importante è stato compiuto il giorno 11 maggio 2023: il testo della Commissione ha ottenuto il via libera del Parlamento europeo con 544 voti favorevoli, 18 contrari e 17 astensioni , si tratta quindi di una larghissima maggioranza.
Il testo prevede per le aziende il divieto di introdurre caratteristiche di progettazione in grado di limitare la durata dei dispositivi elettronici. Tale divieto resta valido anche nel caso in cui i dispositivi debbano essere utilizzato con accessori di produttori terzi, ad esempio caricabatteria. In questa direzione è anche la proposta del caricabatteria universale che dovrebbe ridurre il costo dei dispositivi come tablet, computer, smartphone.

Nuovi obblighi sono previste anche per le etichette e istruzioni che devono riportare indicazione di eventuali limiti alla riparazione.
Le etichette potranno inoltre riportare diciture come “rispettoso dell’ambiente”, “naturale”, “biodegradabile” solo se tali diciture sono dimostrabili con prove dettagliate.
Dopo il voto del Parlamento inizia la fase negoziale con gli Stati membri e solo dopo questa fase, la direttiva diverrà applicabile.

Iscriviti a Money.it

SONDAGGIO