Una giovane statunitense ha inventato un filtro che elimina il 96% delle microplastiche presenti nell’acqua. Ecco come funziona
Il nome di Mia Heller dirà poco alla maggior parte di noi ma molto probabilmente è destinato a diventare uno dei più importanti per la salute mondiale.
Stiamo parlando di una giovane liceale della Virginia che ha inventato un innovativo sistema di filtraggio in grado di eliminare il 96% delle microplastiche presenti nell’acqua domestica.
Proviamo a capire come funziona il filtro e a scoprire i suoi potenziali utilizzi su ampia scala.
leggi anche
Mangiamo plastica ogni giorno e non lo sappiamo. I 5 oggetti in cucina che ne contengono di più
Un’invenzione destinata a cambiare la storia
Nella cittadina della Virginia in cui vive Mia Heller l’acqua è ricchissima di microplastiche e PFAS, sostanze pericolose per la salute su cui la comunità scientifica lancia allarmi a cadenza quotidiana. Purtroppo, però, l’amministrazione locale non ha fondi pubblici da investire nella depurazione della falda.
Una situazione difficile che costringe le famiglie a installare i classici depuratori casalinghi, sistemi che, per quanto efficienti, richiedono molta manutenzione, sono costosi e complessi da installare.
Da qui l’idea della liceale di provare a realizzare un depuratore più semplice, più economico e più facile da gestire.
Un’intuizione diventata realtà con la creazione di un piccolo contenitore munito di un sistema di filtraggio estremamente innovativo che Heller ha definito “fiala rotante”.
Il funzionamento del filtro
Il filtro inventato da Heller sfrutta le potenzialità del ferrofluido a base olesa, una sostanza in grado di magnetizzarsi in presenza di campi magnetici e con la capacità di legarsi alle particelle di plastica sospese nell’acqua.
Il primo prototipo del filtro ha 3 distinti moduli: uno per l’acqua da depurare, uno per il ferrofluido e uno in cui avviene fisicamente la “ripulitura” del liquido dalle microplastiche. Un sistema innovativo e anche sostenibile: il fluido magnetico viene recuperato e riutilizzato riducendo i costi e le opere di manutenzione.
Ma non solo. Il sistema ideato dalla giovane statunitense è anche molto più efficace di tutti i depuratori presenti in commercio. I test di laboratorio hanno mostrato una capacità di rimozione della plastica vicina al 96% e un livello di recupero del fluido magnetico dell’87%. Più o meno i numeri degli impianti di depurazione industriale.
Come può essere utilizzato il filtro di Mia Heller
La vera domanda è come e se, il filtro di Mia Heller, recentemente premiato nella Regeneron International Science and Engineering Fair, verrà utilizzato su ampia scala.
A maggior ragione in una situazione come quella attuale, in cui i depuratori domestici difficilmente raggiungono il 90% di microplastiche rimosse con costi spesso insostenibili per molte famiglie.
Prima di parlare di commercializzazione e produzione su larga scala, però, andranno risolte due questioni: il costo del ferrofluido, ancora molto elevato, e lo smaltimento delle microplastiche separate dall’acqua.
Su queste questioni si è espressa la stessa Heller che ha predicato cautela individuando nella validazione scientifica del sistema in contesti professionali il prossimo passo del progetto. Uno step necessario verso la commercializzazione, almeno in ambito domestico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA