Addio bancomat: la transizione alla moneta digitale passa per la chiusura degli sportelli automatici

Enrica Perucchietti

18 Agosto 2023 - 10:00

Dal 2021 al 2022 sono stati tolti dalle strade italiane oltre 5.200 bancomat, privando i cittadini e i turisti di uno strumento fondamentale per gestire le proprie finanze in modo autonomo.

Addio bancomat: la transizione alla moneta digitale passa per la chiusura degli sportelli automatici

La transizione dalla moneta contante a quella digitale prosegue a passo spedito.

La chiusura dgli sportelli bancomat in Italia

L’Italia, come molte altre nazioni, sta attraversando una profonda trasformazione nell’ambito del sistema finanziario: la progressiva chiusura dei bancomat, la lotta al contante (che punta alla sua graduale abolizione) e la transizione verso la moneta digitale.

Questo processo, che è in corso da anni, sta causando sempre più disagi sia per i cittadini italiani che per i turisti. Nonostante le giustificazioni date dalle istituzioni finanziarie e dal governo, questa transizione presenta serie preoccupazioni che non dovrebbero essere ignorate.

Come riporta Luca Incoronato su Qui Finanza, la statistica è spietata: dal 2012 al 2022, la disponibilità di bancomat in Italia è diminuita del 12%.

Questo significa che sono stati tolti dalle strade italiane oltre 5.200 bancomat, privando i cittadini e i visitatori di uno strumento fondamentale per gestire le proprie finanze in modo autonomo.

Il calo degli sportelli bancari

Ancor più allarmante è il calo degli sportelli bancari, che ha registrato una caduta del 36,16% nello stesso periodo. Nel 2010, il numero di sportelli bancari in Italia era di 34.036, ma nel 2020 erano già scesi a 24.321.

Sebbene sia vero che la diffusione dei servizi digitali abbia reso possibile l’effettuazione di molte operazioni tramite app e dispositivi mobili, non si può negare che vi sia un’ampia fetta di popolazione che non ha familiarità con la tecnologia o che non ha accesso a connessioni affidabili. Questo fenomeno colpisce in particolare le persone anziane o quelle che vivono in zone rurali, dove l’infrastruttura digitale potrebbe essere carente.

Facilitare i controlli fiscali

Inoltre, la spinta verso il pagamento elettronico tramite POS sembra essere motivata principalmente dalla volontà di facilitare i controlli fiscali e non tanto dalla comodità dei cittadini.

Il rischio di perdere la privacy finanziaria e di essere costantemente monitorati è una preoccupazione legittima che non dovrebbe essere sottovalutata.

L’impatto sull’occupazione

Un altro aspetto critico di questa transizione è l’impatto sull’occupazione. La chiusura di filiali bancarie e sportelli automatici sta portando alla perdita di posti di lavoro per gli addetti ai servizi bancari. Questo implica non solo una maggiore disoccupazione, ma anche la mancanza di assistenza personale per questioni finanziarie complesse che richiedono l’interazione umana.

Il processo di rimozione dei bancomat e dei servizi bancari tradizionali sta colpendo soprattutto le comunità rurali e del Sud Italia, ampliando ulteriormente il divario tra le diverse regioni del paese.

Più di 4 milioni di persone sono prive di accesso diretto a una banca, e la chiusura di filiali bancarie sta contribuendo ad aumentare questa cifra. Le cosiddette banche totalmente digitali possono essere convenienti per le generazioni più giovani, ma non possono essere l’unico modello di servizio finanziario disponibile, dato che escludono intere fasce della popolazione.

Inoltre, la riduzione dei punti fisici di prelievo e la promozione del pagamento digitale potrebbero rendere i cittadini vulnerabili a situazioni di emergenza, come interruzioni di corrente o problemi tecnici che impediscono l’accesso ai propri fondi. Il contante, in questo senso, offre un livello di sicurezza che i metodi digitali non possono garantire.

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