Addio a Mario Colombo, l’imprenditore che ha reso Colmar un simbolo del Made in Italy sportivo

Redazione Imprese

7 Aprile 2026 - 12:53

È scomparso a 71 anni il presidente della Manifattura Mario Colombo. Con lui se ne va uno dei protagonisti più discreti ma incisivi dell’imprenditoria italiana nel settore dello sport.

Addio a Mario Colombo, l’imprenditore che ha reso Colmar un simbolo del Made in Italy sportivo

Il mondo dell’abbigliamento sportivo perde una delle sue figure più rappresentative. Mario Colombo, presidente della Manifattura Mario Colombo e anima del brand Colmar, si è spento all’età di 71 anni.

Nato a Monza nel 1954, nipote del fondatore di cui portava il nome, Colombo aveva dedicato oltre mezzo secolo alla crescita di un’azienda che, sotto la sua guida, aveva smesso di essere semplicemente un marchio familiare per diventare un punto di riferimento internazionale dell’abbigliamento tecnico.

Lo stesso comunicato ufficiale dell’azienda lo ricorda con parole misurate ma dense di significato, sottolineando come si fosse distinto per “competenza, visione e dedizione”, oltre che per le sue qualità umane.

Marco Di Marco, direttore della rivista Sciare, ha ricordato Colombo come “uno di famiglia”: una definizione semplice, ma capace di restituire il senso di un imprenditore che aveva saputo tenere insieme numeri e valori, mercato e identità.

I funerali si terranno venerdì 10 aprile alle ore 10.45 presso il Duomo di Monza.

Chi era Mario Colombo: da Adidas a Colmar, una carriera nello sport

Il percorso professionale di Mario Colombo risulta particolarmente significativo. Laureato all’Università Cattolica di Milano, aveva mosso i primi passi in azienda già nei primi anni Settanta, ma aveva scelto di formarsi anche altrove prima di assumerne la guida. Tra il 2000 e il 2004 aveva ricoperto il ruolo di amministratore delegato di Adidas Italia, un’esperienza che gli aveva permesso di acquisire una visione manageriale più ampia e strutturata, a diretto contatto con i meccanismi di una multinazionale dello sport.

Il ritorno in Colmar, nel 2005, aveva quindi segnato una svolta consapevole: Colombo era tornato con un bagaglio arricchito, assumendo la presidenza e inaugurando una fase di crescita che avrebbe ridisegnato il posizionamento del brand sui mercati internazionali. Non era un erede qualsiasi, era un imprenditore che aveva scelto di dedicarsi alla propria azienda.

Il rilancio di Colmar e la visione di un marchio globale

Fondata nel 1923 dal nonno Mario come piccola manifattura di cappelli e ghette in feltro, Colmar aveva già scritto pagine importanti della storia dello sport italiano prima che il nipote ne prendesse le redini. Il legame con lo sci alpino risale agli anni Cinquanta, quando l’azienda vestì per la prima volta la Nazionale italiana alle Olimpiadi di Oslo, un rapporto che si sarebbe poi consolidato con le celebri divise della “valanga azzurra” a Sapporo e Innsbruck, e ai Mondiali di St. Moritz.

Mario Colombo aveva il compito di custodire questa eredità e, al tempo stesso, di rinnovarla. Lo aveva fatto ampliando l’orizzonte del brand: nel 2007, insieme ai cugini Giulio e Carlo, aveva lanciato la linea Colmar Golf e la Coppa Colmar, portando il marchio in un altro mondo sportivo in cui credeva profondamente.

Dal 2011 era anche presidente del Golf Club Campo Carlo Magno di Madonna di Campiglio, località alla quale era profondamente legato e che nel 2012 gli aveva tributato la cittadinanza onoraria.

Oggi l’azienda è nelle mani del figlio Stefano, quarta generazione di una famiglia che ha fatto della continuità la propria forza.

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