Zoom è sicuro? Dati personali condivisi con Facebook: come risolvere

Allarme privacy con Zoom: l’app condivideva i dati personali degli utenti con Facebook a loro insaputa. Zoom è sicuro? Ecco cosa è successo esattamente (e come risolvere).

Zoom è sicuro? Dati personali condivisi con Facebook: come risolvere

Zoom, l’app per fare videochiamate di gruppo e webinar, è tra le applicazioni più scaricate del momento. Nei giorni scorsi però è emerso un allarme privacy che ha fatto insospettire gli utenti, in merito alla condivisione dei dati personali degli iscritti con Facebook. In molti si sono ritrovati a chiedersi: Zoom è sicuro?

Prima di procedere a disinstallare l’applicazione, perdendo la possibilità di utilizzare un software così ben realizzato e stratificato come Zoom, proviamo a capire cosa è successo esattamente e dove finiscono i vostri dati personali una volta iscritti a un servizio che, per essere utilizzato al 100%, richiede una sottoscrizione mensile a pagamento (anche se la recente emergenza coronavirus permette di utilizzare l’app anche gratis).

Il problema è infatti stato per il momento risolto: ecco cosa devi sapere.

Zoom: allarme privacy con Facebook? Dove finiscono i dati personali

Secondo quanto riportato da un analisi di Motherboard, Zoom avrebbe una grave falla di sicurezza nella privacy che invia informazioni e dati sensibili a Facebook: la cosa accadrebbe anche senza aver attivato l’applicazione, scaricandola semplicemente sul proprio smartphone o tablet.

Il dettaglio che ha allarmato gli utenti, e messo Zoom in una posizione scomoda, è la mancanza di trasparenza in quanto nei termini e condizioni dell’app non viene mai citato l’uso dei dati personali in questo modo e la condivisione automatica con Facrebook.

Zoom: problema condivisione dati con Facebook, come risolvere

Zoom è corso subito ai ripari e basta aggiornare l’app all’ultima versione per risolvere questo problema.

Ma cosa è accaduto esattamente? Zoom inviava i dati personali raccolti dagli utenti non appena si apriva l’app trasmettendoli a Facebook. Tra le informazioni mandate senza consenso c’era l’apertura dell’app, il tipo di dispositivo utilizzato, l’orario esatto, la città da cui ci si collegava a il tipo di operatore telefonico di ogni utente.

Tutto questo si riassumeva con un codice unico inviato a Facebook per ogni singolo profilo dati raccolto, informazioni che venivano poi usate dal social di Mark Zuckerberg per creare inserzioni e pubblicità personalizzate.

Zoom ha per il momento messo quindi una toppa alla falla nel sistema, come sottolineato da un portavoce dell’app:

Zoom sembra aver già rimediato alla situazione aggiornando l’applicazione per iOS. In questo caso un portavoce dell’applicazione ha dichiarato che l’azienda non era a conoscenza del fatto che l’SDK raccoglieva dati non necessari. Insomma sembra che la colpa fosse id Facebook e non di Zoom:

“Zoom prende molto sul serio la privacy dei suoi utenti. Abbiamo originariamente implementato la funzione ‘Accedi con Facebook’ utilizzando l’SDK di Facebook con il fine di fornire ai nostri utenti un modo rapido per accedere alla nostra piattaforma. Tuttavia, siamo stati recentemente informati che l’SDK di Facebook stava raccogliendo dati non necessari sul dispositivo. [...]

Abbiamo ora rimosso l’SDK di Facebook e riconfigurato la funzione in modo che gli utenti siano comunque in grado di accedere tramite Facebook. Gli utenti dovranno aggiornare alla versione più recente della nostra applicazione in modo che queste modifiche prendano piede. Ci scusiamo sinceramente per questa svista e rimaniamo fermamente impegnati nella protezione dei dati dei nostri utenti.”

Un mea culpa quello di Zoom che, in parte, scarica molte delle responsabilità verso Facebook. Il boom dell’app nelle ultime settimane ha portato comunque un grosso, e illecito, furto di dati a cui a posteriori difficilmente si potrà porre rimedio.

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