Covid Italia: l’autunno sarà tranquillo ma ci potrebbero essere zone rosse limitate. L’ipotesi del virologo.
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Tra la variante Delta che avanza e la campagna vaccinale non più in fase di accelerazione, già si pensa a cosa succederà dopo l’estate e come l’Italia affronterà la situazione Covid in autunno.
L’obiettivo annunciato è non tornare indietro con lockdown e sistema a zone rosse, arancioni e gialle che creano uno stato di confusione e penalizzano l’economia e il lavoro. Il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano, ai microfoni di AdnKronos ha avanzato la sua ipotesi su cosa succederà in autunno, parlando di zone rosse limitate. Cosa sono e come potrebbero funzionare?
Zone rosse limitate in autunno: l’ipotesi dell’esperto
“L’autunno sarà tranquillo, ha spiegato Pregliasco, “magari con zone rosse limitate. Dovrebbero esserci le necessarie attenzioni, mirate il più possibile. Quello che il Covid ci ha insegnato a fare è essere molto attenti e gestire le cose nel più breve tempo possibile”.
Non è chiaro cosa si intenda per zone rosse limitate, se scatteranno nelle aree in cui circolano di più le varianti più pericolose e se prevederanno chiusura di scuole e attività con un intervento di urgenza per contenere il virus. In quel caso si potrebbe tornare per un breve periodo a misure anti-contagio come obbligo di mascherina all’aperto e maggiori controlli su assembramenti e occasioni di ritrovo.
Ci sono diversi nodi ancora da sciogliere, da un nuovo aumento delle infezioni nel momento in cui il caldo e la vita all’aperto lasceranno il posto alla stagione fredda, alla possibile necessità di una terza dose di vaccino in autunno o a inizio 2023 passando per il raggiungimento dell’immunità di gregge.
Pregliasco è ottimista. “Io credo che le cose si stanno muovendo”, ha detto. “Mi pare che ci sia una buona attenzione e credo che nel breve avremo una maggiore capacità di gestire la cosa”.
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