Dopo aver subito una battuta d’arresto nella seconda guerra mondiale, il Giappone ha orientato forze ed energie a ricostruire la sua economia. Nei cinquant’anni che sono trascorsi il Giappone ha avuto la seconda più grande economia al mondo (ora scesa al terzo posto grazie alla Cina), con a capo l’industria manifatturiera.
Per compensare la mancanza di risorse, il Giappone è diventato un’economia dipendente dall’export. Storicamente le esportazioni hanno costituito sempre circa il 40% del PIL giapponese, e nel 2011 il paese ha esportato più di settecento miliardi di dollari in merce.
Oggi le compagnie giapponesi sono preoccupate per gli effetti negativi di due fattori: da un lato l’abbassamento della domanda su scala globale, dall’altro l’impennata dello yen.
Si ricordi infatti che se uno stato vuole comprare merce del Giappone deve prima convertire la sua valuta in yen.
Con una valuta alle stelle, il Giappone sta ora registrando un calo delle esportazioni proprio perchè le sue merci risultano più costose rispetto a quelle di altri paesi.
Compagnie giapponesi come Toyota e Honda si sono rivolte alla Banca del Giappone affinchè intervenga per indebolire lo yen. Sostengono infatti che la situazione stia facendo registrare effetti negativi sulle vendite e che, continuando di questo passo, il Giappone rischia di cadere in un pozzo senza fondo.
Vediamo quindi gli effetti del valore dello yen sui prezzi delle azioni di Toyota e Honda lungo gli anni. Qui sotto si può osservare un grafico sul cambio USD/JPY, tracciato contro i prezzi delle azioni di Toyota e Honda dal 1990 al 2011.
Se si osserva attentamente, si può vedere che quando il cambio USD/JPY è in calo (vale a dire che il prezzo dello yen va incrementando), i prezzi delle azioni di Toyota e Honda tendono a scendere. Al contrario, quando il cambio USD/JPY è in rialzo (deprezzamento dello yen), sale anche il prezzo delle azioni.
Si tenga conto del fatto che, mentre molti fattori influenzano il prezzo sul mercato azionario, va comunque preso in considerazione l’effetto dei movimenti dello yen sulle aziende esportatrici. Molti dei loro costi fissi rimangono costanti, ma le vendite subiscono ampie variazioni a seconda del valore dello yen.
Negli ultimi tre anni circa, il prezzo della valuta giapponese ha registrato un incremento di oltre il 30%. Durante lo stesso periodo, il prezzo azionario di Toyota è sceso da 8,00 yen a meno di 3,00, segnando una flessione di oltre il 60%.
Nello stesso tempo, il valore di Honda è sceso di oltre il 40%, arrivando all’attuale prezzo di 2,700 yen circa, dopo aver registrato picchi fino a 4,700 yen all’inizio del 2007.
Con la coppia USD/JPY che si aggira oggi intorno ai 77.00, le cose potrebbero peggiorare molto velocemente. Ci si aspetta che i CEO giapponesi divengano sempre più preoccupati per la forza dello yen e arrivino a chiedere un intervento della Banca del Giappone.
Se si arriva al punto che sempre più aziende vedono deteriorarsi le loro vendite, la Banca giapponese potrebbe non aver altra scelta che dare fondo alle riserve e colpire i mercati con un pesante intervento.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics
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