Il finanziere George Soros è intervenuto ieri al World Economic Forum di Davos avanzando la proposta di un piano che permetterebbe a Italia e Spagna di rifinanziare il proprio debito. Il piano sarebbe intitolato all’ex ministro italiano Tommaso Padoa-Schioppa.
La nuova prospettiva prevederebbe l’emissione di titoli del Tesoro a un tasso di circa l’1%. Il piano, tanto complesso quanto tecnicamente e legalmente valido, ha sottolineato Soros, permetterebbe alla Banca Centrale Europea, all’attuale fondo salva-stati e al futuro ESM, che entrerà probabilmente in pieno regime entro il prossimo luglio, di fare ciò che non possono fare da soli e di comparire come creditori di ultima istanza. In altri termini, il piano avanzato da Soros consiste nell’impiegare l’European Financial Stability Facility e l’European Stability Mechanism per proteggere la Banca centrale contro il rischio di insolvenza dei nuovi bond emessi da Italia e Spagna, che potrebbero acquistare dalla banche commerciali. Per l’Italia il costo medio dell’indebitamento scenderebbe sotto l’attuale percentuale del 4,3%.
Il piano sarebbe già stato respinto, secondo George Soros, a favore delle aste della BCE a importo illimitato triennale. La differenza fra le due soluzioni consiste che nel piano avanzato dal finanziere si potrebbe arrivare immediatamente a una riduzione dei tassi d’interesse sui debiti che ciascun governo deve pagare, mentre quello delle banche e della BCE tiene ancora l’Europa in una situazione di alta rischiosità.
Il vantaggio, sottolinea, Soros è anche la fiducia nell’Europa che il nuovo piano aiuterebbe a risollevare, rispondendo così al discorso di Angela Merkel e intervendo sull’argomento che sembra essere centrale nei vari interventi: la necessità di risollevare la fiducia globale nell’eurozona.
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