Voucher, se superano il limite consentito scatta il contratto subordinato: così la Cassazione

I buoni lavoro, ex voucher, non possono superare il valore complessivo di 2.020 euro netti, altrimenti scatta il contratto di lavoro subordinato. Lo ribadisce la Cassazione contro l’abuso del lavoro occasionale.

Voucher, se superano il limite consentito scatta il contratto subordinato: così la Cassazione

I voucher, cioè i buoni lavoro per le prestazioni occasionali, spesso nascondono un rapporto che non è affatto saltuario. Anche se la legge ne prevede specifici limiti, proprio per evitarne l’abuso, spesso la realtà è ben diversa.

Sulla questione è intervenuta recentemente la Cassazione (sentenza 32702 del 12 dicembre 2019) stabilendo che quando i voucher superano la soglia consentita, ovvero 2.020 euro, il rapporto di lavoro si trasforma da occasionale a subordinato.

Nel caso di specie, la Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Milano la quale aveva riconosciuto la continuità del contratto ad un lavoratore che era stato impiegato prima in forma occasionale con i buoni lavoro e poi con un contratto di apprendistato; le mansioni però erano le medesime.

Andiamo ad approfondire la posizione della Cassazione e la disciplina dei voucher.

Voucher oltre il limite massimo consentito: scatta il lavoro subordinato

I buoni lavoro, sostituti dei vecchi voucher, sono uno strumento per regolarizzare le prestazioni di lavoro occasionale. Tuttavia spesso questa pratica viene utilizzata oltre il limite consentito; quando ciò accade il rapporto di lavoro non è più saltuario ma subordinato a tutti gli effetti. Questo principio è stato ribadito più volte ma non è servito a fermare la diffusione della pratica scorretta.

A riguardo, la sentenza n. 32702/201 della Suprema Corte di Cassazione, ha affermato che quando si passa da una forma di collaborazione occasionale a una stabile bisogna guardare in concreto le mansioni svolte per stabilire quando e se vi è stato un abuso. Il caso di specie riguarda un dipendente assunto da una catena di fastfood in un primo momento con contratto occasionale retribuito con buoni lavoro e, in un secondo momento con un contratto di apprendistato; tuttavia nel passaggio dall’una all’altra forma contrattuale, le mansioni non era cambiate.

Per tale ragione, per i giudici milanesi e poi per la Cassazione, il rapporto di lavoro deve essere considerato come un unico contratto subordinato.

Qui in allegato la sentenza della Corte di Cassazione:

Corte di Cassazione, sentenza n. 32702/2019
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Voucher, l’importo massimo consentito

In più circolari l’Inps ha ribadito che il limite massimo consentito per i buoni lavoro è di 2.693 euro lordi (quindi 2.020 euro netti) per ciascun committente, limite fissato dall’articolo 70 del D.Lgs n. 276/2003. Oltre questo importo il rapporto di lavoro deve considerarsi di tipo subordinato e non saltuario.

Nel caso che abbiamo esaminato nel paragrafo precedente era stata raggiunta la soglia di 2.310 euro (231 ore di lavoro), cosa che fa scattare di diritto il rapporto subordinato.

Infatti ogni buono lavoro vale 10 euro, quindi si può pagare con i voucher per prestazione occasionale nel limite delle 200 ore per lo stesso committente, oltre scatta il rapporto subordinato.

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