Vitamina C come cura contro il Coronavirus: la bufala che gira sul web

Coronavirus e fake news: vitamina C come cura per contrastare il virus. Un audio circola su Whatsapp citando come fonte il Sacco ma è già stato segnalato e smentito.

Vitamina C come cura contro il Coronavirus: la bufala che gira sul web

La corsa alla ricerca di una cura contro il Coronavirus sta portando migliaia di persone a credere a molte bufale.

Una delle più recenti riguarda l’efficacia della vitamina C per debellare il Covid-19. Sulle applicazioni di messaggistica istantanea, come Whatsapp, sta girando un messaggio vocale in cui viene consigliato agli utenti di consumare 1-2 grammi al giorno di vitamina C come terapia per contrastare il virus.

Numerosi esperti però hanno smentito questa teoria e, seppure la vitamina C sia ritenuta importante per la salute dell’uomo, in quanto ottimo supporto per la risposta immunitaria dell’organismo.

E’ quindi certo che non possa essere utilizzata da sola come cura contrastare il Coronavirus, pur rimanendo un valido coadiuvante utile soprattutto ad aumentare le proprie difese verso qualsiasi malanno di stagione.

Coronavirus: la bufala della vitamina C come cura

In questo periodo di emergenza Coronavirus, stanno impazzando le bufale che suggeriscono cure contro il virus. Di recente sta circolando un audio su Whatsapp e altre app di messaggistica istantanea, dove si raccomanda l’assunzione di vitamina C per contrastare la malattia:

Buongiorno a tutti. Scusate, allora le mie notizie invece riguardano la salute. Sono arrivate adesso le notifiche a noi ospedalieri dal San Gerardo di Monza, dal Policlinico, dal Sacco, insomma gli ospedali quelli più impestati, facciamo prima a dir così. Allora, è efficacissima la vitamina C sui pazienti già affetti da Coronavirus. La stanno usando come terapia e i pazienti rispondono benissimo. Quindi, assunzione di vitamina C anche a scopo preventivo nell’ordine di 1-2 grammi al giorno. Come fare? Sicuramente una spremuta di arancio, limone e un kiwi al giorno se si utilizza l’alimentazione ma supplementato da una compressa da 1 grammo di Cebion, vitamina C che trovate nelle parafarmacie o nelle farmacie. Mi raccomando, questa cosa divulgatela il più possibile. Vitamina C a tutti quanti, bambini, adulti e soprattutto anziani nell’ordine di 1/2 grammi al giorno. Ciao”.

Tale messaggio è stato subito segnalato, non solo dagli utenti ma anche dagli operatori sanitari del Sacco. All’ospedale di Milano infatti non risulta assolutamente che questa storia abbia un fondamento di verità. L’ufficio stampa dell’istituto ospedaliero è dunque intervenuto per bollare l’informazione come fake news.

Coronavirus: perché la vitamina C come soluzione?

La vitamina C, o anche acido ascorbico, è una sostanza fondamentale per il benessere dell’uomo. Questo micronutriente infatti permettere la normale crescita e la salute delle cellule e dei tessuti, ma assumerne in grandi quantità non serve a curare nessuna malattia.

A esprimersi a questo riguardo è Walter Marrocco, presidente della Società italiana di medicina di prevenzione e stili di vita (SIMPeSv): “La vitamina C e la D, oltre che i sali minerali come zinco, magnesio e selenio possono dare una mano al sistema immunitario ma non possono certo farci evitare un’infezione virale tipo Coronavirus quindi l’uso indiscriminato non è giustificato dal punto di vista scientifico né come prevenzione né come terapia nei confronti del virus. Anzi un eccesso di vitamina D o di altri micro-elementi può essere nocivo e tossico, per questo no al fai da te ma meglio rivolgersi al medico che conosce il dosaggio giusto”.

Nulla di vero dunque rispetto all’efficacia di integratori e vitamine contro il Covid-19, anche Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, ha affermato: “non esiste alcuna evidenza su sostanze non farmacologiche che siano attive nei suoi confronti. Né alimenti, né integratori alimentari possono avere un’efficacia e chi afferma il contrario deve portare le evidenze scientifiche”.

Coronavirus e fake news: le finte cure che impazzano sul web

In questo periodo, la mole di fake news sui metodi per curare il Coronavirus si stanno moltiplicando sul web. L’OMS ha definito il fenomeno come “infodemia”, ovvero “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”.

Il New York Times, in collaborazione con Associated Press, ha pubblicato un articolo nel quale illustra tutte le bufale più ricorrenti che circolano in questi giorni:

  • Tagliarsi la barba: è una notizia che sta dilagando negli USA ma senza alcun fondamento di verità;
  • Bere molta acqua: la bufala è stata smentita da William Schaffner, esperto di malattie infettive della Vanderbilt University: assumere liquidi “fa sentire meglio, ma non vi è alcuna chiara indicazione che ciò protegga dal virus”;
  • Assumere aglio: l’OMS ha dichiarato a riguardo: “Non ci sono prove che il consumo di aglio abbia protetto le persone dal nuovo Coronavirus”;
  • Bere diossido di cloro: la Fda, Food and Drug administration, l’ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha dichiarato che tale sostanza può essere addirittura nociva per l’uomo.
  • Assumere argento colloidale: si dice che la soluzione liquida sia utile a rafforzare il sistema immunitario e curare le malattie come il Coronavirus. La Fda ha però smentito.

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