Investire in obbligazioni high yield può offrire rendimenti attraenti, ma comporta rischi significativi che gli investitori devono considerare attentamente.
Sebbene i tassi di default siano stati relativamente bassi negli ultimi anni, la possibilità di un aumento del rischio di credito non può essere ignorata, specialmente con le grandi scadenze di finanziamenti previste per il 2025.
Il contesto attuale, caratterizzato da tassi di interesse in aumento e uno spread tra high yield e investment grade ai minimi storici, suggerisce che il rischio associato alle obbligazioni high yield potrebbe essere sottostimato. In questo scenario, gli investitori prudenti potrebbero trovare più vantaggioso posizionarsi su soluzioni investment grade, che offrono una maggiore sicurezza e stabilità.
Focus sulle obbligazioni high yield?
Le obbligazioni high yield, note anche come obbligazioni spazzatura, sono titoli di debito emessi da società con un rating creditizio inferiore a quello delle obbligazioni investment grade.
Le agenzie di rating, come Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch, classificano queste obbligazioni con un rating inferiore a BBB- (S&P e Fitch) o Baa3 (Moody’s). Questi titoli offrono rendimenti più elevati rispetto alle obbligazioni investment grade per compensare gli investitori del maggiore rischio di default associato a emittenti con una solvibilità inferiore.
I maggiori rischi delle obbligazioni high yield
Le obbligazioni high yield comportano un rischio di default significativamente più alto rispetto alle obbligazioni investment grade. Il tasso di default misura la percentuale di emittenti che non riescono a rispettare i pagamenti di interesse o a rimborsare il capitale agli obbligazionisti. Negli ultimi anni, il tasso di default per le obbligazioni high yield è stato volatile. Ad esempio, durante la crisi finanziaria del 2008, il tasso di default ha superato il 10%, mentre negli anni successivi, durante i periodi di stabilità economica, è sceso sotto il 2%.
Secondo Moody’s, il tasso di default globale delle obbligazioni high yield nel 2023 è stato del 3,3%, in calo rispetto al 4,2% del 2022. Nonostante questa riduzione, il rischio rimane significativamente più alto rispetto alle obbligazioni investment grade, che storicamente hanno un tasso di default vicino allo 0%.
L’impatto dell’innalzamento dei tassi d’interesse e lo scenario di soft landing
Con l’innalzamento dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali, inizialmente il mercato aveva scontato un possibile aumento del tasso di default delle obbligazioni high yield. Tuttavia, lo scenario di soft landing – una situazione in cui l’economia rallenta ma evita una recessione – ha cambiato le aspettative del mercato. Attualmente, il mercato ha escluso l’ipotesi di un aumento significativo dei tassi di default, sottostimando potenzialmente il rischio attuale.
Uno degli indicatori chiave di questo ottimismo è lo spread dei rendimenti tra le obbligazioni high yield e le obbligazioni investment grade. Negli ultimi mesi, questo spread è sceso a livelli minimi, riflettendo una percezione di rischio molto bassa. Tuttavia, storicamente, uno spread così basso è stato sostenibile solo per brevi periodi prima di un’inversione di tendenza.
Secondo i dati recenti, lo spread tra high yield e investment grade è sceso sotto il 3% nel 2024, uno dei livelli più bassi degli ultimi decenni. Questo potrebbe indicare una sottovalutazione del rischio di default da parte degli investitori.
Prossime scadenze di finanziamenti e il rischio nascosto
Un ulteriore elemento di rischio per il mercato high yield è rappresentato dalle grandi tranche di scadenze dei finanziamenti per le small cap, attese nel 2025. Secondo Moody’s, il 2025 vedrà una concentrazione significativa di scadenze, con oltre $300 miliardi di obbligazioni high yield in scadenza. Questo potrebbe mettere pressione sugli emittenti per rifinanziare il debito in un contesto di tassi di interesse più elevati, aumentando il rischio di default.
Strategie di investimento: high yield vs. investment grade
Con lo spread ai minimi storici e le prospettive di un aumento del rischio di default, secondo molti esperti potrebbe essere preferibile posizionarsi su soluzioni investment grade nel breve termine.
Nel corso dell’ultimo anno, le obbligazioni high yield hanno registrato guadagni significativi grazie ai rendimenti elevati e alla riduzione dei tassi di default. Tuttavia, con l’attuale scenario di mercato, il rischio potrebbe essersi sottostimato eliminando quindi buona parte del premio che fino a poco fa esisteva in questo segmento di mercato. D’altra parte, questo potrebbe aver reso le obbligazioni investment grade una scelta più intelligente per gli investitori alla ricerca di stabilità.
ETF sugli high yield e il fallen angel
Gli ETF (Exchange-Traded Fund) offrono un modo semplice e diversificato per investire nel mercato delle obbligazioni high yield. Molti fondi d’investimento cercano di mantenere un’esposizione diversificata nel comparto high yield per beneficiare dei rendimenti più elevati offerti da queste obbligazioni, mitigando al contempo il rischio di default. La diversificazione consente ai gestori di distribuire il rischio tra un ampio numero di emittenti, riducendo l’impatto negativo di eventuali default individuali.
La strategia di diversificazione può includere l’investimento in obbligazioni high yield di diversi settori, regioni geografiche e rating creditizi. Questa gestione attiva permette ai fondi di sfruttare le opportunità di rendimento offerte dal mercato high yield, mantenendo un profilo di rischio accettabile per gli investitori.
Per questo motivo queste soluzioni d’investimento hanno attirato un quantitativo di capitali record nell’ultimo anno, registrando anche ingenti guadagni. Ad esempio, l’iShares iBoxx $ High Yield Corporate Bond ETF (HYG) ha registrato un rendimento del 5% nel 2024.
Un altro strumento interessante è l’iShares Fallen Angels USD Bond ETF (FALN), che investe in obbligazioni che erano originariamente classificate come investment grade ma che sono state successivamente declassate a high yield. Questo ETF ha registrato un rendimento del 4,6%.