Vertice UE: scontro Hollande-Merkel sugli eurobond

Raffaele Guerra

23 Maggio 2012 - 11:38

Vertice UE: scontro Hollande-Merkel sugli eurobond

Ieri la Germania ha rifiutato di condividere l’onere del debito dei partner europei più in difficoltà, ignorando due dei più autorevoli organismi internazionali economici, i quali hanno approggiato le proposte fatte da Parigi, Roma e Bruxelles in vista del summit.
Angela Merkel, cancelliere della Germania, ha sostenuto che qualsiasi tipo di condivisione del debito della zona euro farebbe scomparire, per le economie dell’Europa meridionale, qualsiasi incentivo per adottare riforme strutturali. Gli appelli provenienti dal Fondo Monetario Internazionale e dall’OCSE sono arrivati proprio alla vigilia del vertice europeo di oggi.

Tensioni sugli eurobond

François Hollande, il nuovo presidente della Francia, ha fortemente sostenuto l’opzione degli eurobond - che allenterebbero i vincoli di finanziamento per i paesi periferici della zona euro, ma potrebbero aumentare i costi finanziari della Germania.

I funzionari tedeschi hanno comunque chiarito che questa idea non ha molto seguito a Berlino.
«Non c’è modo di introdurre gli eurobond nel regime degli attuali trattati europei. C’è infatti un’esplicito divieto di ricorrere a questa opzione», ha dichiarato un alto funzionario tedesco, aggiungendo che nel prossimo futuro Berlino non ritirerà la sua opposizione.

Intanto aumenta il nervosismo, a causa delle recenti preoccupazioni circa quelle che potrebbero essere le conseguenze sul sistema bancario europeo nel caso di un’uscita della Grecia dall’unione monetaria.

Hollande ha promesso di voler sostenere l’opzione degli eurobond in occasione del vertice informale di questa sera. Su questo, ha incassato il sostegno dell’OCSE, che nel suo outlook semestrale sulle prospettive economiche ha proprio invitato a volgersi verso questa soluzione, dichiarando che è necessaria per rompere un circolo vizioso «che comporta un alto e crescente indebitamento sovrano, sistemi bancari deboli, eccessiva unione fiscale e minore crescita».
«E’ necessario che si proceda al più presto all’emissione di obbligazioni in euro»: questo è quanto ha dichiarato Pier Carlo Padoan, capo economista dell’OCSE, al Financial Times.

Christine Lagarde, il capo del FMI, ha invece fatto appello per una maggiore ripartizione degli oneri finanziari. Nonostante non abbia fatto alcun riferimento esplicito agli eurobond, il direttore del FMI ha dichiarato che «c’è ancora molto da fare, soprattutto tramite la condivisione delle responsabilità fiscali».

Alcuni diplomatici hanno sostenuto che il vertice, il quale si prospettava secondo il solito copione, è diventato sempre più imprevedibile, dal momento che i leader devono trovare una risposta per fronteggiare il disastro causato dall’instabilità politica della Grecia. I funzionari hanno comunque sottolineato che questa sera non verrà presa alcuna decisione formale.

Il dibattito sugli eurobond potrebbe produrre fuochi d’artificio tra Hollande e la Merkel, ma la maggior parte dei funzionari ritiene che la cancelliera riuscirà a bloccare ogni proposta, facendo più fumo che arrosto.
«Si dice che quando Germania e Francia non cooperano è un problema»: questo è quanto ha dichiarato un diplomatico di un paese europeo più piccolo. «Quando invece cooperano, è lo stesso un problema», ha aggiunto.

Preoccupazioni per le banche europee

Più urgenti, invece, sono le preoccupazione che riguardano il sistema bancario europeo e le conseguenze che potrebbero essere determinate da un’uscita della Grecia dall’euro. Proprio questi timori, secondo alcuni, avrebbero costretto i leader europei a contemplare la possibilità di salvataggi consistenti, in particolare per quanto riguarda la Spagna.
Alcuni alti funzionari dell’UE, inoltre, si chiedono se Madrid, che ha dovuto affrontare l’aumento degli oneri finanziari sul mercato delle obbligazioni, sia in possesso dei mezzi finanziari o meno.

Anche se i funzionari hanno dichiarato che tali questioni si sono imposte nel programma di questa stasera, rimane improbabile che possano essere approvate in maniera rapida, facendo così in modo che la Banca Centrale Europea rimanga l’ultima linea di difesa nel caso in cui la Grecia costringa a un’azione più immediata.

Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: The Financial Times.