Uno sguardo alla giornata: tre dati da tenere sotto controllo

Raffaele Guerra

16 Marzo 2012 - 11:00

Uno sguardo alla giornata: tre dati da tenere sotto controllo

Non solo abbiamo finalmente avuto una settimana con poca menzione della Grecia, ma avremo oggi l’ennesima relazione sull’inflazione dagli Stati Uniti - per il terzo giorno di fila - con il CPI, dopo che la relazione di ieri sul PPI ha confermato le nostre aspettative di un rallentamento della pressione sui prezzi degli Stati Uniti. I dati per oggi non finiscono qui. Vedremo anche la produzione industriale e il reporto della University of Michigan sulla fiducia dei consumatori.

CPI USA di febbraio (12:30): sta salendo mese dopo mese, ma il trend sta rallentando: ieri l’indice dei prezzi di produzione ha mostrato che le pressioni inflazionistiche si stanno indebolendo, con un cambiamento su base annua al 3,3% dal 4,1% in precedente; mentre l’indice di base è rimasto invariato al 3% a/a. Il consensus prevede che i prezzi dell’energia lasciarenno il segno nel rapporto CPI di oggi. Si prevede comunque un’ulteriore decelerazione del CPI nei prossimi mesi. Il CPI core dovrebbe aumentare dello 0,2% m/m o del 2,2% a/a.

Produzione Industriale USA di febbraio (13:15): in questo campo si prevede un incremento dello 0,5%, dopo il debole mese di gennaio: l’invariata e deludente produzione di gennaio non combacia bene con tutti i sondaggi (ad esempio, l’indice ISM Manufacturing era a 54,1). In altre parole, le utilities sono diminuite del 2,5% m/m e l’estrazione è scesa dell’1,8%, mentre la produzione era in aumento dello 0,7%. Ci aspettiamo che il rapporto torni in linea con il resto delle rilevazioni di oggi di una sana produzione industriale, confermata dal consensus che prevede un incremento dello 0,4% mensile. L’utilizzo della capacità produttiva è previsto per un incremento al 78,8%, il livello più alto dalla metà del 2008, in cui si registrò il 78,5%.

L’indice di fiducia dei consumatori della University of Michigan per il mese di marzo (13:55) in aumento nonostante i prezzi del gas? I vari rapporti sulla fiducia dei consumatori hanno finora resistito ai prezzi del gas per quest’anno. Infatti, il settimanale Bloomberg Comfort Consumer Index è salito la settimana scorsa al suo livello più alto dall’inizio del 2008 e si è improvvisamente spostato nettamente al di sopra di -33,7, dopo aver trascorso la parte migliore degli ultimi quattro anni circa da -45 a -50. Questo fa ben sperare per la relazione di oggi e suggerisce che mentre un aumento dei prezzi del gas non è certo il benvenuto, non influisce ancora al livello del comportamento materiale del consumatore.

Articolo di Mads Koefoed, pubblicato su Tradingfloor.com - Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it.