Unicredit: è crollo. Piccoli risparmiatori falcidiati dall’aumento di capitale.

Redazione

6 Gennaio 2012 - 11:09

Unicredit: è crollo. Piccoli risparmiatori falcidiati dall’aumento di capitale.

La decisione del CDA di Unicredit di apportare un aumento di capitale con uno sconto del 43% sul prezzo di chiusura di martedì 3 gennaio sta letteralmente distruggendo il titolo in borsa, lanciato come un cadavere sanguinante in una piscina di squali dove sta perdendo valore al ritmi incredibili, tanto da far aprore una inchiesta a Consob sulla violazione delle discipline correnti sulla vendita allo scoperto.

La domanda che tutti i piccoli investitori si fanno è: questo scenario era prevedibile? Alla luce della decisione che abbiamo citato in apertura decisamente si: è un’occasione troppo ghiotta la possibilità di vendere ai prezzi correnti, anche realizzando una minusvalenza, se si ha poi la certezza di poter rientrare in possesso delle stesse azioni con il 43% di sconto.

Il problema, come sempre nella finanza, è quello di avere le informazioni per tempo. E così abbiamo Blackrock, società di investimento USA, già proprietaria del 4% di Unicredit che si è disfata velocemente (ed in parte preventivamente) del suo pacchetto azionario proprio con la prospettiva di riappropriarsene a breve. In pratica lo stesso meccanismo di una vendita allo scoperto, dove al posto dello scoperto abbiamo la certezza del prezzo a lunedì 9.

Il fatto che Blackrock fosse un azionista importante di Unicredit, e quindi assai probabilmente ben informata sugli sviluppi futuri, genera un problema di asimmetria informativa tra grandi e piccoli investitori che sta letteralmente falcidiando gli ultimi che magari avevano unicredit in portfolio solo a scopi legati al risparmio e che ora impiegheranno mesi o anni per rifarsi delle minusvalenze.

La decisione del CDA di ricapitalizzare a queste condizioni assurde (o disperate) è stata resa del tutto incongrua dalla normativa che ha costretto Unicredit a dichiarare con 3 giorni (lavorativi) di anticipo le condizioni dell’aumento di capitale: questi sono stati gli ingredienti del cocktail letale per il titolo della più grande banca italiana. I piccoli risparmiatori se ne dovranno fare una ragione.