Unicredit, Intesa, Ifis: le banche italiane puntano a zero emissioni con il piano ONU

Violetta Silvestri

20 Ottobre 2021 - 11:23

Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Ifis allungano la lista di adesioni al piano ONU Net-Zero, iniziativa finanziaria delle Nazioni Unite per portafogli di investimenti sostenibili.

Unicredit, Intesa, Ifis: le banche italiane puntano a zero emissioni con il piano ONU

Sono tre le banche italiane che hanno aderito, al momento, a UN Net-Zero Banking Alliance, l’iniziativa ONU per sostenere investimenti in linea con l’obiettivo zero emissioni entro il 2050.

Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Ifis hanno preso parte all’alleanza lanciata ad aprile che conta quasi 80 membri provenienti da 35 Paesi, tra cui Bank of America, Citigroup, Morgan Stanley e JPMorgan.

I finanziatori italiani hanno fatto i loro annunci prima della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come COP26, a Glasgow, in Scozia, che inizierà il 31 ottobre.

Il tema della sostenibilità ambientale sta diventando sempre più pregnante anche nella finanza, con le principali banche chiamate a fornire investimenti e prestiti finalizzati alla lotta al cambiamento climatico.

Cosa significa per Unicredit, Banca Ifis e Intesa Sanpaolo l’adesione al piano ONU per emissioni zero? Vediamo i dettagli.

Gli impegni sostenibili delle banche italiane

Banca Ifis ha annunciato nella nota ufficiale di essere stata “la prima challenger bank italiana che aderisce alla Net-Zero Banking Alliance.”

L’adesione dell’istituto di credito all’iniziativa rafforza la strategia di sostenibilità già in corso per aiutare la transizione energetica delle PMI.

A testimonianza dell’impegno, ci sono il piano “Ifis4Business”, volto a digitalizzare i processi operativi e velocizzare la gestione delle procedure in modo ecologico e “Ifis Green” per sviluppare prodotti e servizi che favoriscano pratiche sostenibili. Nel leasing di veicoli elettrici/ibridi e plug-in, per esempio, la Banca vanta una quota di mercato pari al 35%.

UniCredit ha affermato che fornirà dettagli sulla sua strategia ambientale, sociale e di governance (ESG), parte del suo nuovo piano industriale, nel quarto trimestre.

Intanto, l’adesione al piano ONU è stata salutata dall’ad Orcel come “un momento importante nel nostro viaggio verso un futuro più sostenibile ed è un’azione necessaria per focalizzare l’attenzione e, in definitiva, compiere progressi significativi in ​​questo settore.”

L’impegno, tra gli altri, dell’istituto milanese è fissare già entro 18 mesi dalla sottoscrizione (così come indicato anche da Ifis e gli altri aderenti) il primo obiettivo concreto per zero emissioni.

Infine Intesa Sanpaolo ha dichiarato che fornirà circa 80 miliardi di euro per finanziare iniziative di economia verde e circolare e per la transizione ecologica nell’ambito del PNRR.

L’amministratore delegato Carlo Messina ha affermato che l’adesione all’alleanza è “un passo significativo lungo un percorso che impegna Intesa Sanpaolo verso nuovi obiettivi nella lotta ai cambiamenti climatici.”

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