Il report statunitense sulle vendite al dettaglio ha registrato a gennaio un incremento dello 0,7%, dopo lo 0,1% di dicembre. Escludendo il settore automobilistico, pare che il report mosterà una crescita dello 0,5% nel mese di gennaio e il superamento della contrazione dello 0,2% registrata nel mese di dicembre.
Si ricordi che il rapporto sulle vendite al dettaglio costituisce il maggiore indicatore della spesa nei consumi, che copre il 70% dell’economia statunitense. E’ per questa ragione che il mercato sta attendendo la pubblicazione del report che avverrà questo pomeriggio intorno alle 13:30.
Alcuni dei maggiori economisti sono ottimisti per una serie di ragioni.
Per prima cosa, affermano che i forti dati registrati dal rapporto NFP dovrebbero essersi tradotti in un incremento della spesa nei consumi. Per fare un esempio, secondo il Council of Shopping Centers, i negozi di vendita al dettaglio che sono aperti da un anno (senza considerare i punti vendita Wal-Mart) hanno registrato un incremento delle vendite del 4,8%, contro l’incremento del 3,5% registrato a dicembre. Thomson Reuters sostiene che le vendite di negozi simili sono cresciute del 4,2% a gennaio, più del doppio rispetto alle previsioni che si attestavano al 2%.
La crescita nella vendita di automobili non è andata peggio. Autodata, che pubblica grafici tecnici per professionisti del settore automobilistico, ha affermato che l’acquisto di autocarri leggeri e di automobili ha raggiunto una cifra annuale di 14,1 milioni di dollari a gennaio. E’ il risultato maggiore dall’agosto 2009.
Probabilmente ha influito sulle spese delle aziende il bisogno di integrare a gennaio l’inventario. Gli inventari delle imprese sono infatti cresciuti dello 0,4%, superando l’incremento dello 0,3% registrato a dicembre.
Prima di essere entusiasti, però, bisogna ricordare che negli ultimi due mesi il rapporto sulle vendite al dettaglio è stato piuttosto deludente rispetto alle previsioni. Non solo, ma la pubblicazione del rapporto ha avuto un effetto concreto anche sulla performance del dollaro, per lo meno nei minuti immediatamente seguenti alla pubblicazione stessa.
Il 13 dicembre, si è potuto constatare che il report ha registrato un incremento per novembre dello 0,4%, contro lo 0,6% che ci si aspettava. La rilevazione centrale ha invece registrato una crescita dello 0,3%, mentre gli analisti si aspettavano uno 0,4%.
Poco dopo la pubblicazione del report, il cambio EUR/USD è salito di almeno 40 pip. Ad ogni modo, la cancelliera tedesca ha recentemente rifiutato la proprosta di innalzare la cifra complessiva dell’EFSF, il che ha pesato sull’euro. Alla fine della giornata, la coppia ha chiuso con un risultato di 160 pip sotto rispetto all’apertura.
Nel grafico sottostante si può ancora notare come il rapporto di dicembre abbia deluso le aspettative. Pubblicato il 12 gennaio scorso, la linea principale ha registrato uno 0,1% contro l’atteso 0,3%, mentre quella centrale è scesa dello 0,2%, mentre ci si aspettava una salita dello 0,3%.
Il cambio EUR/USD è sceso di 25 pip con la candela dei primi quindici minuti dopo la pubblicazione, ma la coppia ha poi subito cambiato rotta di 100 pip. Sulla performance del dollaro avrebbero potuto influire, però, anche le dichiarazioni di Mario Draghi. Aveva infatti dichiarato che l’economia dell’Euro-zona andava stabilizzandosi e che i recenti sforzi della BCE erano andati a buon fine. Questa volta la coppia ha chiuso la giornata con 120 pip in più rispetto all’apertura.
Se anche questa volta i risultati dovessero deludere le aspettative, allora il cambio EUR/USD continuerebbe la corsa al rialzo. Buoni risultati, invece, comporterebbero una buona performance del dollaro e sarebbero un buon motivo per distogliere la FED dal progetto di un terzo Quantitative Easing.
Ad ogni modo, come abbiamo precisato, il report tende ad essere declassato da eventuali dichiarazioni ottimistiche da parte europea. Questo significa che la coppia potrebbe non mantenere sino a fine giornata la stessa performance che avrà nei minuti subito seguenti la pubblicazione. E’ necessario stare molto attenti al sentiment del mercato.
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