Molto inchiostro è stato versato recentemente su una eventuale ripresa «reale» negli Stati Uniti.
Certo, alcuni dati recenti suggeriscono un recupero; come i seguenti:
- aumento dei libri paga
- Calo della disoccupazione
- aumento dell’inflazione
C’è di più, come i dati regionali della Fed e gli indici della produzione e delle vendite al dettaglio. Per una buona ragione, il mercato azionario statunitense ha battuto i suoi colleghi stranieri in base alla previsione che la crescita negli Stati Uniti sarà relativamente migliore rispetto alla crescita in altre economie sviluppate.
Si dice che i libri paga sono un indicatore lacunoso per quanto riguarda la crescita. Può essere influenzato molto dal mercato e dal sentiment. (Anche se pensiamo che l’aumento dei libri paga non agricoli possa rafforzare il sentiment).
Un dato istantaneo è l’impatto che l’aumento del greggio ha sull’economia. Cioè, per ogni aumento di 0,01 dollari del prezzo del greggio si toglie 1 miliardo di dollari ai consumatori.
Naturalmente, l’impatto effettivo del prezzo del greggio sulla crescita economica può essere discusso. Alcuni dicono che il ritiro della spesa discrezionale a causa di un aumento della spesa sulla benzina fa ancora sta facendo ancora il suo corso nell’economia, quindi non sarà necessaria una prodezza per il recupero. Ma anche lì, l’impatto complessivo può dipendere molto dal ritmo dei prezzi dei carburanti (più veloci aumenti significano maggiore impatto negativo sui consumatori). E rivolgendosi al sentiment, ancora una volta, i consumatori possono rinviare la spesa discrezionale basata esclusivamente sull’incertezza dei prezzi del carburante.
Ecco un paio di grafici Reuters di due settimane fa, che suggeriscono cosa i prezzi elevati potrebbero significare per i libri paga non agricoli e le attività economiche (si noti la contemporanea crescita nei libri paga e nei prezzi del petrolio, così come il successivo crollo):
E notate la velocità con cui l’indice ISM manifatturiero è sceso una volta che il greggio ha toccato il massimo:
Ma piuttosto che monitorare i libri paga (nel caso in cui non sono che un indicatore lacunoso) forse ha più senso fare un monitoraggio della fiducia dei consumatori:
La fiducia dei consumatori ha registrato un incremento repentino nel terzo trimestre del 2011, prima che i libri paga iniziassero a mostrare incrementi degni di nota nei primi mesi del 2012.
Bloomberg, venerdì scorso, ha suggerito quanto segue:
La fiducia tra i consumatori degli Stati Uniti è inaspettatamente scesa a marzo, dal momento che il salto del 17% dei prezzi della benzina rischia di spremere i bilanci delle famiglie.
L’indice preliminare della fiducia dei consumatori Thomson Reuters/Università del Michigan è sceso a 74,3, il punto più basso di quest’anno, dal 75,3 del mese precedente. L’indicatore era previsto in aumento a 76, secondo la previsione media di 70 economisti interpellati da Bloomberg News. Un rapporto del governo ha dimostrato che i prezzi al consumo sono aumentati in febbraio su un periodo base di più di 10 mesi, con l’80% di aumento per quanto riguarda.
La politica, da parte sua, è disposta a fare qualsiasi cosa per rafforzare la fiducia dei consumatori (dopo tutto, è un anno elettorale). Così sarà particolarmente interessante vedere come la Federal Reserve gestisce QE3/ bassi tassi di interesse/ aumento dei prezzi, perché puntellare il sentiment è proprio ciò su cui è stata incentrata la politica monetaria.
La Fed resta per ora rilassata per controllare in che modo l’economia risponde ai prezzi del carburante. Ma se e quando i dati economici risponderanno ai prezzi elevati del carburante e alle cadute di fiducia dei consumatori, la rilassatezza della Fed cesserà di essere un fattore per le azioni, almeno nel breve periodo.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: Currency Currents
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