Dodici paesi europei scrivono una lettera all’Unione Europea indicando otto punti cruciali che il prossimo meeting europeo di inizio marzo dovrà necessariamente prendere in considerazione per rilanciare la crescita del vecchio continente. A volere l’iniziativa è stata l’Italia, insieme a Regno Unito e Olanda. Il documento è stato inviato a Van Rompuy e Barroso proprio mentre l’Eurogruppo era in riunione per decidere sul destino della Grecia. Oltre a Cameron, Rutte e Monti, hanno firmato la lettera anche i premier di Estonia, Lettonia, Finlandia, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia e Polonia. Ma non Francia e Germania.
La prima delle otto priorità è l’azione «urgente» per «rimuovere le restrizioni che ostacolano l’accesso e la concorrenza» nel mercato dei servizi. In particolare i dodici si dicono «impazienti» di vedere la rilevazione della Commissione «sulle performance di settore» - atteso per giugno - che dica quali Paesi hanno davvero fatto passi avanti e quali no. Poi bisogna fare un salto di qualità per creare «un vero mercato unico digitale entro il 2015». Il mercato unico dell’energia deve vedere la luce entro il 2014 e servono - di nuovo - «azioni urgenti» per «rimuovere le barriere agli investimenti nelle infrastrutture». Ancora, «le interconnessioni energetiche vanno aumentate per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti». Quarto punto: «Raddoppiare gli impegni per l’innovazione, creando un’area europea di ricerca. Quinto, lanciare un’offensiva commerciale concludendo entro l’anno accordi con India, Canada, Paesi del vicinato orientale e i Paesi del sud est asiatico. E poi »dare nuovo impeto« ai negoziati con Mercosur e Giappone. Solo con quest’ultimo - secondo il documento - «i contratti sul tavolo» potrebbero dare novanta miliardi di euro in più al PIL europeo.
I dodici governi propongono inoltre di dare una spinta politica all’integrazione economica con gli Usa, arrivando a ipotizzare «un accordo di libero scambio». E ancora: far crescere le relazioni con la Russia, ma anche «avviare una valutazione strategica» dei rapporti con la Cina, consolidando l’impegno per «scambi basati sulle regole». Al sesto punto la necessità di «ridurre il peso della regolamentazione Ue». Al settimo punto la sfida dell’occupazione: promuovere mercati del lavoro che funzionano meglio, più aperti a giovani, donne e lavoratori anziani. All’ultimo punto, il mercato dei servizi finanziari, da rendere forte, dinamico e competitivo.
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