Turchia abbatte jet russo: terza Guerra Mondiale in arrivo? No, ecco perché

Livio Spadaro

24/11/2015

La notizia del jet russo abbattuto dai militari turchi ha appesantito il sell-off di oggi sui mercati finanziari. Tuttavia, la situazione non sembra così grave. Ecco perché.

Turchia abbatte jet russo: terza Guerra Mondiale in arrivo? No, ecco perché

La notizia dell’abbattimento di un jet militare russo da parte della Turchia, ha accentuato le vendite sulle maggiori piazze europee appesantendo i ribassi degli indici. Tuttavia, non bisogna temere per lo scoppio di un conflitto su larga scala.

Jet russo abbattuto: terza Guerra Mondiale in arrivo?

L’abbattimento di un jet russo ai confini siriani da parte della Turchia ha scatenato i sell-off sui mercati azionari europei, intimoriti dallo scoppio di un conflitto su larga scala. Tuttavia, non c’è da preoccuparsi poiché gli interessi in gioco sono molto elevati e riguardano più Paesi. Nonostante questo, il gesto della Turchia fa capire la delicata situazione che si è innescata in Siria.

Lo scontro di oggi tra Turchia e Russia sembrava in realtà inevitabile. La Turchia aveva già avvertito la Russia, nei primi giorni di Ottobre, che ulteriori sconfinamenti aerei non sarebbero stati tollerati. Quindi, quello che è successo oggi sembrerebbe di per sè un avvenimento preannunciato.

Nonostante questo sia il primo caso di abbattimento di un veicolo militare russo da parte di un membro della NATO dalla fine della guerra, ci sono dei fattori che suggeriscono molta prudenza nel pensare che possa scatenarsi un conflitto di grossa portata.

A parte il fatto che comunque dalla fine della II guerra mondiale ad oggi ci sono già stati casi di abbattimenti sia di veicoli russi che americani da parte di entrambe le fazioni, quello di oggi è un caso che potrebbe risolversi grazie allo scongelamento dei rapporti tra l’Occidente e la Russia di Putin.

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Dopo gli attacchi di Parigi, Hollande ha voluto incontrare il presidente Putin per formare una grande coalizione atta a sconfiggere i terroristi presenti in medio-oriente. Lo stesso Obama si è incontrato con Putin rivolgendosi con toni più accomodanti.

I colloqui di Vienna hanno portato ad un modesto progresso negli accordi di pace per la Siria e ci si potrebbe aspettare che la Nato emetterà una nota di protesta contro la Russia per aver sconfinato in territorio turco.

Turchia e Russia: l’arrivo della terza Guerra Mondiale è improbabile

Cosa farà Putin? Probabilmente il leader russo dichiarerà che non vi è stato alcuno sconfinamento, il che richiederà un faccia a faccia con i Paesi alleati dal quale probabilmente Putin potrà decidere di scatenare la sua ira sull’Isis.

E’ interessante vedere come, poco dopo la pubblicazione della notizia della caduta del jet russo, alcuni portavoce del Cremlino abbiano più volte ripetuto che l’attacco fosse arrivato da terra e non dai jet turchi (come invece sosteneva la Turchia).

Ruolo importante lo giocheranno le sorti dei due piloti russi abbattuto. Uno sembra, purtroppo, deceduto mentre l’altro dovrebbe essere disperso. Il Governo turco è legato con la comunità turca e i ribelli siriani presenti nel nord della Siria e attraverso questi contatti potrebbe cercare di recuperare i due piloti russi.

La Turchia, nella giornata di ieri, aveva richiesto all’ONU un incontro per discutere dei bombardamenti russi sulla comunità turco-siriana.

Alla base dell’episodio di oggi quindi, potrebbe esserci un susseguirsi di “incomprensioni” tra Turchia e Russia che, paradossalmente, potrebbe essere risolto proprio grazie all’episodio, distendendo i rapporti tra i due Paesi.

I Paesi occidentali, dal canto loro, cercheranno di mediare i rapporti tra Turchia e Russia visto che entrambi i Paesi stanno in una fase di recupero diplomatico con l’Occidente il quale non vorrà di certo compromettere quanto di buono fatto ultimamente.

L’episodio di oggi tuttavia, sottolinea come ancora non ci sia un’unione di intenti per risolvere la situazione siriana, mettendo in risalto ancor di più il conflitto tra interessi dei Paesi vicini alla Siria così come quelli di tutte le nazioni scese in campo per cercare di porre rimedio alla situazione siriana.