Ttip, protesta Berlino: oltre 100.000 persone in piazza. Perché in Italia non se ne parla?

Il TTIP, il trattato di libero scambio tra USA e UE, ha scatenato la protesa di decine di organizzazioni della società civile europea. Oggi è stato il turno di Berlino: più di 100.000 persone in piazza. E in Italia?

Più di 100.000 persone si sono mobilitate a Berlino per la protesta contro il TTIP, il trattato di libero scambio tra USA e UE, sul quale sono ancora aperte le negoziazioni.
La manifestazione è stata indetta da diverse organizzazioni della società civile: Greenpeace, Oxfam e altre. La protesta nasce dai timori che il Ttip possa ridurre la sicurezza ambientale ed alimentare. Ma che cos’è il TTIP? E perché in Italia non se ne parla?

TTIP, accordo di libero scambio USA-UE: Berlino scende in Piazza

Dunque oggi è stato il turno di Berlino. Dopo aver consegnato oltre tre milioni e duecentomila firme alla Commissione Europea a Bruxelles alcuni giorni fa, le organizzazioni Stop TTIP di tutta Europa hanno concentrato le loro proteste nella settimana di azione globale che dal 10 al 17 ottobre 2015 porterà in piazza migliaia di persone contro l’ipotesi di approvazione del TTIP.
La protesta partita da Berlino si sposterà dunque nelle altre grandi piazze europee. C’è grande attesa per il raduno di Bruxelles della prossima settimana, in occasione del prossimo Consiglio Europeo.

Che cos’è il Ttip, accordo di libero scambio Usa-UE?

TTIP è l’acronimo di Transatlantic Trade and Investment Partnership ovvero Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti.
Si tratta di un trattato-accordo di libero scambio tra gli USA e l’UE, in fase di negoziazione dal 2013.
Qualora il trattato venisse ratificato si verrebbe a creare la più grande area di libero scambio esistente: USA e UE rappresentano, infatti, circa la metà del PIL mondiale e un terzo circa del commercio globale.

Quali sono gli obiettivi del TTIP?

Quali sono gli obiettivi del TTIP? In linea generale, l’obiettivo del TTIP è quello di integrare i mercati statunitensi ed europei al fine di ottenere:

  • la riduzione dei dazi doganali;
  • la rimozione delle barriere non tariffarie ovvero le differenze di normativa tecnica, sanitaria e fisiosanitaria applicata ai prodotti.

Ciò avrebbe come conseguenza la libera circolazione delle merci tra USA e UE e la contemporanea facilitazione degli investimenti.

L’accordo è costituito da 24 capitoli suddivisi in 3 parti, i cui testi integrali sono consultabili sul sito della Commissione Europea.

TTIP: maxi protesta oggi a Berlino, perché in Italia non se ne parla?

Quindi mentre Berlino e le altre piazze europee iniziano le protesta contro il TTIP nell’ambito della settimana di azione globale, in Italia ancora il dibattito non è decollato.
Tra le forze politiche soltanto il M5S si è dimostrato sensibile alla questione, organizzando diverse manifestazioni in tutta Italia.
Al contrario, le forze politiche di maggioranza, in particolare il PD, non si sono distinte per la convinta promozione di iniziative che incoraggiassero la conoscenza e lo studio del TTIP.
Ma soprattutto, non si sono preoccupate di informare i cittadini sulle possibili (o auspicate) conseguenze che l’accordo di libero scambio USA-UE potrebbe produrre. Se in Italia non si parla a sufficienza di questo storico tentativo di accordo, la responsabilità maggiore è dunque da attribuire all’apatia e all’indifferenza (colpevole) delle grandi forze e organizzazioni politiche nazionali.

TTIP: la protesta italiana del prossimo 15 ottobre 2015

C’è attesa, quindi, per la mobilitazione delle organizzazioni stop TTIP italiane.
La prossima settimana, in concomitanza con la protesta di Bruxelles, sono previsti diversi flashmob nelle piazze italiane.
L’obiettivo degli organizzatori è quello di realizzare un "assedio fisico e virtuale per far presente una volta di più che non è possibile escludere i cittadini e le cittadine da decisioni che li riguardano e che possano cambiare, in peggio, le loro prospettive di vita”.

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