Trust: cos’è, come funziona, vantaggi, costi e differenze con il mandato fiduciario

Il trust è un istituto giuridico anglosassone riconosciuto anche in Italia. Funzionamento, scopo, costi e vantaggi rispetto al mandato fiduciario.

Trust: cos'è, come funziona, vantaggi, costi e differenze con il mandato fiduciario

Il trust è un istituto del sistema anglosassone che comunemente viene associato a mandato fiduciario, anche se, come vedremo, ha diverse differenze.

Mediante il trust avviene la separazione di alcuni beni dal patrimonio di un soggetto di cui la gestione viene affidata ad un trustee, un professionista che ne diventa il titolare a tutti gli effetti e, dietro compenso, li gestisce e li amministra nell’interesse di un beneficiario.

L’istituto del trust, pur non essendo previsto in modo esplicito da nessuna norma italiana, è riconosciuto come legittimo in virtù della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione dell’Aja del 1985.

Di seguito andremo a spiegare come funziona nel dettaglio il trust, quali sono i suoi vantaggi e quanto costa.

TRUST: COS’È , COME FUNZIONA, VANTAGGI, COSTI E DIFFERENZE CON IL MANDATO FIDUCIARIO

Trust: come funziona

Quando sentiamo parlare del trust dobbiamo immaginare un istituto che coinvolge tre distinti soggetti: chi ha i beni oggetto del trust (il disponente), chi li gestisce (il trustee), chi ne beneficia.

Il disponente deve:

  • creare il trust, stabilire le regole e gli scopi ed individuare eventuali beneficiari;
  • scegliere il trustee;
  • individuare i beni oggetto del trust;
  • trasferire al trustee la titolarità dei beni contenuti nel trust mediante un atto ad hoc o una clausola testamentaria.

Il trustee deve:

  • accettare la nomina;
  • attenersi agli obblighi stabiliti dal disponente;
  • agire come titolare dei beni e dei diritti patrimoniali in oggetto;
  • amministrare i beni nell’interesse del o dei beneficiari.

Pur essendone il titolare, il trustee non può alienare i beni nè servirsene per uso personale. In caso di morte, di rinuncia all’incarico o dimissioni, egli può sempre essere sostituito.

Il beneficiario, invece, gode degli interessi derivanti dal trust e percepisce i frutti della gestione.

A cosa serve il trust?

Il trust è un istituto molto versatile, tuttavia tra gli utilizzi più frequenti si annoverano:

  • la protezione dei beni immobili, infatti una volta che il bene viene gestito dal trustee esce dal patrimonio del beneficiario e quindi resiste agli eventi pregiudizievoli che possono coinvolgere il proprietario (per questo spesso il trust viene utilizzato per separare i beni del patrimonio personale da quelli del patrimonio professionale/aziendale);
  • la tutela di minori e delle persone diversamente abili, visto che il trustee amministra e gestisce i beni immobili e li sottraendoli dalla piena disponibilità di questi soggetti;
  • tutela del patrimonio in ambito di successione, per evitare che venga scialacquato da chi è incapace di amministrare i beni ereditati;
  • beneficenza (per esempio in molti Paesi gli enti benefici devono essere obbligatoriamente costituiti in trust).

Dunque, per sintetizzare, l’istituto del trust per come è configurato si rivela particolarmente conveniente in caso di successioni, tutela dei soggetti deboli, pianificazione degli interessi familiari, aziendali e patrimoniali o con funzione di garanzia in ambito di fideiussioni.

Trust e mandato fiduciario: quali differenze?

Spesso, per semplificare, si assimila il trust al mandato fiduciario, ma le differenze sono molteplici. Innanzitutto nel mandato fiduciario la proprietà dei beni appartiene solo formalmente al fiduciario, che è obbligato a rispettare le disposizioni del fiduciante, anche l’eventuale ordine di restituzione dei beni.

Invece nel trust il trustee è il proprietario del bene a tutti gli effetti anche se vincolato dalle disposizioni del disponente. Ne deriva che il trustee può alienare, permutare e dare in garanzia i beni oggetto del trust, a condizione che tutte le operazioni siano compiute nell’interesse del soggetto beneficiario.

Quanto costa il trust?

Per calcolare quanto costa il trust bisogna tenere in considerazione tre voci: il costi di istituzione, il costo del trasferimento dei beni e le imposte dovute.

Per quanto riguarda la prima voce, il costo dipende dalla libera pattuizione delle condizioni economiche tra il disponente ed il trustee. Invece il costo del trasferimento dei beni e quello delle imposte relative dipende dalla loro tipologia.

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