Tre ragioni per non essere troppo felici delle elezioni in Grecia

Federica Agostini

19 Giugno 2012 - 11:22

Tre ragioni per non essere troppo felici delle elezioni in Grecia

Dopo giorni e giorni di previsioni ed anticipazioni, finalmente domenica la Grecia ha votato. Come sappiamo, con il 30% dei voti, Nuova Democrazia ha vinto e proprio in queste ore si lavora alla formazione e all’insediamento del nuovo governo.
Tuttavia, i mercati che pure preferivano un governo pro-austerity non sembrano aver dato la risposta attesa. Ci sono almeno tre ragioni che spiegano come mai i mercati non abbiano reagito positivamente alle elezioni in Grecia.

1. Dramma politico in atto

Non avendo ottenuto la maggioranza assoluta, Nea Dimokratia ha tre giorni di tempo per organizzare una coalizione di governo.
E, ironia della sorte, è stato riportato dalla stampa che il leader del partito Pasok, Evangelos Venizelos ha affermato di non voler fare parte della coalizione di governo a meno che non ne faccia parte anche Syriza (oppositore di ND - per vedere i programmi politici: qui).
Alcuni sostengono che quello di Pasok sia soltanto un bluff. Ad ogni modo, la notizia ha generato diversi dubbi riguardo alla capacità del nuovo governo di implementare le misure di austerity promesse alla Troika quando la Grecia ha ricevuto il pacchetto bail-out.

2. Nulla è cambiato

Sicuramente molti greci hanno votato per rimanere nella moneta unica. Ma le semplici elezioni non cambiano niente.
Il Paese giace ancora sotto una montagna di debiti e dovrà sborsare 325 miliardi di euro all’anno per pagare le obbligazioni ai creditori.
Per non parlare del tasso di disoccupazione che rimane ostinatamente al 22.6% ed è destinato a crescere. Infatti, per la fine dell’anno, le previsioni mostrano una crescita negativa del 5-6%.
Stando a questi dati, gli investitori si domandano quanti altri tagli alle spese potrà fare la Grecia senza ricorrere ad un ulteriore piano di salvataggio.

3. I problemi più grandi verranno in futuro

Benché alcuni abbiano seguito con attenzione soltanto le elezioni in Grecia, c’è anche chi segue le problematiche vicende di Italia e Spagna, la terza e la quarta economia dell’Europa.
La scorsa settimana i tassi dei bond italiani con scadenza decennale sono passati dal 6.07% al 6.02%. I bonos invece hanno raggiunto il livello più alto dall’ingresso della Spagna nell’eurozona: 6.99%.

Spagna e Italia si avvicinano sempre di più alla fatidica linea del 7% che ha costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a chiedere il bailout. La questione è questa: si avvicina sempre di più la possibilità che siano i prossimi paesi a dover chiedere aiuti ai fondi della Troika.

I mercati non hanno dato le risposte attese e, forse, continueranno a non darle perché la situazione in Grecia, così come nel resto d’Europa, potrebbe continuare a peggiorare prima di mostrare qualche segno di miglioramento.


Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: Piponomics