Theresa May: non si torna indietro, Brexit sarà un successo

Luca Secondino

31 Agosto 2016 - 16:34

La premier May chiarisce ai suoi ministri che Brexit significa Brexit e dice no al secondo referendum. “Non entreremo nell’UE dalla porta di servizio”.

Theresa May: non si torna indietro, Brexit sarà un successo

“Dalla Brexit non si torna indietro”. Questo il messaggio di Theresa May al primo incontro dopo la pausa estiva post Brexit con i suoi ministri a Chequers.

Theresa May ha messo un punto alle illazioni e alle speranze di chi pensava a un dietrofront del governo britannico: “Non entreremo nell’UE dalla porta di servizio”, ha chiarito la premier.

Non c’è spazio a ripensamenti per Theresa May. I cittadini britannici hanno votato il 23 giugno per uscire dall’Europa e così accadrà. Al governo occorre ancora del tempo per affrontare i negoziati nel modo più vantaggioso per il Regno Unito.

Ecco gli scenari possibili dopo la Brexit per l’Europa e la Gran Bretagna.

Parole decise quelle del primo ministro, che suonano molto importanti in relazione a quanto era atteso l’incontro di oggi a Chequers, nella residenza di campagna dei premier britannici, per capire effettivamente le strategie post Brexit del governo May.

Per evitare fraintendimenti, Theresa May ha invitato i suoi ministri a guardare alle opportunità che il Regno Unito può avere fuori dall’Unione europea senza voltare indietro lo sguardo a eventuali ripensamenti.

Theresa May: «Brexit significa Brexit; la trasformeremo in un successo»

Dopo la pausa estiva, la premier Theresa May, che ha preso il posto del dimissionario David Cameron, ha incontrato a Chequers i suoi ministri e ha chiarito i punti su cui si baserà la strategia post Brexit del governo britannico.

Inequivocabili i punti fermi della premier: non ci sarà un secondo referendum, e non ci saranno elezioni anticipate. Il Parlamento sarà consultato ma non avrà l’ultima parola sui tempi e sulle modalità dell’uscita dall’Unione europea.

Il governo britannico non ricorrerà all’articolo 50 del Trattato UE, che regola i meccanismi di recesso volontario e unilaterale di un Paese dall’Unione europea. Se ne riparlerà con l’inizio dell’anno nuovo, e in questi mesi i ministri si prenderanno tempo per coordinare una strategia precisa e dettagliata per i negoziati di uscita dall’UE.

La May ha sottolineato che Brexit significa Brexit e che per il Regno Unito è arrivato il momento di cogliere le opportunità per trasformare l’uscita in un successo. L’obiettivo che si è postaTheresa May è quello di forgiare un nuovo ruolo per la Gran Bretagna nel mondo.

Per Theresa May sarà necessario mostrare carisma e forza sia di fronte ad un mondo che accoglierà la Gran Bretagna post Brexit come nuovo attore nella politica internazionale, sia per placare i dissidi interni al suo governo.

Il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, sostenitore del Remain, vorrebbe che il Regno Unito rimanesse nel mercato unico europeo, mentre i ministri più intransigenti - Liam Fox su tutti - vorrebbero tagliare totalmente i ponti con Bruxelles.

I tre Brexiters , Liam Fox, responsabile del Commercio Internazionale, il ministro degli Esteri Boris Johnson e il ministro per l’Uscita dalla UE, David Davis, hanno avuto scontri sulle rispettive competenze e addirittura sui loro uffici. I ministeri di Fox e Davis sono stati appena creati dalla May e non hanno ancora una sede ufficiale o personale dedicato, quindi nel frattempo devono convivere nella sede del ministero degli Esteri.