La premier May chiarisce ai suoi ministri che Brexit significa Brexit e dice no al secondo referendum. “Non entreremo nell’UE dalla porta di servizio”.
“Dalla Brexit non si torna indietro”. Questo il messaggio di Theresa May al primo incontro dopo la pausa estiva post Brexit con i suoi ministri a Chequers.
Theresa May ha messo un punto alle illazioni e alle speranze di chi pensava a un dietrofront del governo britannico: “Non entreremo nell’UE dalla porta di servizio”, ha chiarito la premier.
Non c’è spazio a ripensamenti per Theresa May. I cittadini britannici hanno votato il 23 giugno per uscire dall’Europa e così accadrà. Al governo occorre ancora del tempo per affrontare i negoziati nel modo più vantaggioso per il Regno Unito.
Ecco gli scenari possibili dopo la Brexit per l’Europa e la Gran Bretagna.
Parole decise quelle del primo ministro, che suonano molto importanti in relazione a quanto era atteso l’incontro di oggi a Chequers, nella residenza di campagna dei premier britannici, per capire effettivamente le strategie post Brexit del governo May.
Per evitare fraintendimenti, Theresa May ha invitato i suoi ministri a guardare alle opportunità che il Regno Unito può avere fuori dall’Unione europea senza voltare indietro lo sguardo a eventuali ripensamenti.
Theresa May: «Brexit significa Brexit; la trasformeremo in un successo»
Dopo la pausa estiva, la premier Theresa May, che ha preso il posto del dimissionario David Cameron, ha incontrato a Chequers i suoi ministri e ha chiarito i punti su cui si baserà la strategia post Brexit del governo britannico.
Inequivocabili i punti fermi della premier: non ci sarà un secondo referendum, e non ci saranno elezioni anticipate. Il Parlamento sarà consultato ma non avrà l’ultima parola sui tempi e sulle modalità dell’uscita dall’Unione europea.
Il governo britannico non ricorrerà all’articolo 50 del Trattato UE, che regola i meccanismi di recesso volontario e unilaterale di un Paese dall’Unione europea. Se ne riparlerà con l’inizio dell’anno nuovo, e in questi mesi i ministri si prenderanno tempo per coordinare una strategia precisa e dettagliata per i negoziati di uscita dall’UE.
La May ha sottolineato che Brexit significa Brexit e che per il Regno Unito è arrivato il momento di cogliere le opportunità per trasformare l’uscita in un successo. L’obiettivo che si è postaTheresa May è quello di forgiare un nuovo ruolo per la Gran Bretagna nel mondo.
Per Theresa May sarà necessario mostrare carisma e forza sia di fronte ad un mondo che accoglierà la Gran Bretagna post Brexit come nuovo attore nella politica internazionale, sia per placare i dissidi interni al suo governo.
Il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond, sostenitore del Remain, vorrebbe che il Regno Unito rimanesse nel mercato unico europeo, mentre i ministri più intransigenti - Liam Fox su tutti - vorrebbero tagliare totalmente i ponti con Bruxelles.
I tre Brexiters , Liam Fox, responsabile del Commercio Internazionale, il ministro degli Esteri Boris Johnson e il ministro per l’Uscita dalla UE, David Davis, hanno avuto scontri sulle rispettive competenze e addirittura sui loro uffici. I ministeri di Fox e Davis sono stati appena creati dalla May e non hanno ancora una sede ufficiale o personale dedicato, quindi nel frattempo devono convivere nella sede del ministero degli Esteri.