Non solo economia: il cinismo dei tedeschi verso gli altri popoli europei non manca neanche di fronte alle tragedie come i terremoti che stanno colpendo l’Emilia Romagna.
Nessuna tragedia imminente annunciata, per carità, e nemmeno notizie false e tendenziose: in un articolo del Der Spiegel si spiega però come la situazione geologica dell’Italia, notoriamente schiacciata tra due enormi placche (quella africana e quella europea) porterà inevitabilmente nel tempo (si parla di decine di migliaia di anni) ad un aumento dell’attività sismica e dei terremoti.
Un passaggio molto preoccupante del pezzo dello Spiegel sottolinea come una delle criticità del territorio italiano sia data dalla frammentazione: delle misurazioni via GPS hanno infatti mostrato come zone diverse dell’Italia tendano a muoversi in direzioni diverse: il sud spinge verso i Balcani, parti del nord a sud-ovest, la Sicilia cerca di unirsi con la terraferma, Roma è alla deriva a nord ed il blocco dell’Italia centrale ad est.
In un lontano futuro parte della penisola resterà attaccata alle alpi, un’altra parte ai balcani ed il resto delle terre emerse saranno isole.
Se questa prospettiva non riguarda noi nè i nostri figli, diventa comunque sempre più evidente che l’Italia è un paese sismico che non deve scherzare sul tema dell’edilizia. Al di là delle leggi e delle certificazioni è necessario che ogni cittadino, ogni ingegnere o geometra ed ogni impresa edile si sforzi di tenere nella giusta considerazione la tenuta ad eventi sismici sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni.
La stessa gestione del patrimonio immobiliare «storico» deve tenere conto della naturale usura dei materiali nel tempo e si dovrebbe iniziare a prediligere la sicurezza preventiva al mantenimento di edifici ormai antichi nella loro forma originale: una vita umana vale più di un patrimonio storico, per quanto prezioso.
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