Rialzo dei tassi di interesse? No grazie. A quanto sembra, infatti, i tassi di interesse saranno negativi almeno fino al 2021. L’avvertimento di JPMorgan.
I tassi di interesse saranno negativi per i prossimi 5 anni secondo quanto affermato da JPMorgan, ma perché?
I tassi di interesse saranno in territorio negativo almeno fino al 2021 secondo l’allarme lanciato da Kian Abouhossein di JPMorgan. Il QE, secondo le valutazioni di JPMorgan, porta ad una riduzione dei tassi di interesse fino a raggiungere territorio negativo. Per questo motivo l’aspettativa di diversi analisti è quella di dover fronteggiare una situazione di tassi negativi per almeno 5 anni.
I tassi di interesse dunque non torneranno a salire e fino al 2021 il panorama economico sarà caratterizzato da tassi di interesse negativi, sempre secondo l’avvertimento lanciato martedì da JPMorgan. Vediamo allora quali sono gli elementi principali dell’analisi di JPMorgan, secondo cui i tassi di interesse saranno negativi almeno fino al 2021.
JPMorgan ha sottolineato come una politica proiettata verso tassi di interesse negativi abbia portato ad una continua pressione sui ricavi e sui margini di profitto. L’Europa ha potuto osservare bilanci negativi dal momento in cui è esplosa la crisi economica del 2008, secondo quanto affermato da Abouhossein, il quale ha tra l’altro sottolineato che un aumento del 10,9% delle riserve alle banche europee non è riuscito a migliorare i tassi di interesse per l’economia in generale.
Ma perché i tassi di interesse saranno negativi per i prossimi 5 anni?
Tassi di interesse negativi: le colpe del QE
L’analisi di Abouhossein si è incentrata in particolar modo sui programmi di Quantitative Easing e sulle loro conseguenze in ambito tassi di interesse.
“I programmi di QE hanno inizialmente funzionato e hanno contribuito a stabilizzare i prezzi delle attività e ad abbassare i costi di finanziamento delle banche. Tuttavia gli effetti secondari e a lungo termine del QE si stanno manifestando oggi sotto forma di pressione sui ricavi delle banche europee con margini di clienti nella zona euro in picchiata dal 2,5% del 2011 all’1,8% nel 2015”,
secondo quanto affermato.
Tassi di interesse negativi per 5 anni: come uscire dal “QE infinito”
Diversi analisti hanno chiesto a gran voce un equilibrio fra misure monetarie e fiscali al fine di ottenere pian piano la fuoriuscita dell’economia dal cosiddetto “QE infinito” - il paradosso per cui i tassi bassi incoraggiano prestiti a buon mercato. Alberto Gallo, capo delle strategie macro e direttore dell’Algebris Macro Credit Fund, ha affermato che per permettere all’economia globale di uscire da questa trappola di QE infinito sono necessari sia l’azione di governo sia le riforme volte a migliorare la produttività.
“Molti governi sono riluttanti ad accettare la necessità di tali misure, essendo maggiormente concentrati nell’implementazione di politiche volte ad ottenere voti, ma in tal modo non fanno altro che aggravare le distorsioni della politica monetaria. Senza una risposta fiscale adeguata da parte dei governi, gli squilibri crescenti renderanno più difficile la limitazione dello stimolo economico”,
ha avvertito Gallo.
Gli altri problemi dell’Europa: l’Italia in prima fila
Comunque sia i margini di profitto non sono gli unici problemi che le banche in Europa si stanno trovando ad affrontare attualmente.
Ci sono altri due problemi, come ha affermato Abouhossein. Il primo problema riguarda il taglio dei costi, mentre il secondo è quello di trovare il prezzo dei non performing loans.
“Noi abbiamo 700 miliardi di euro di crediti in sofferenza, la metà dei quali nel sud l’Europa e il 30% esattamente in Italia. È ora di fare pulizia”,
ha tuonato Abouhossein. I politici d’Italia e i funzionari dell’Unione Europea hanno a lungo riflettuto su come migliorare la critica situazione del sistema bancario italiano, messo alla corda da sofferenze stimate per un totale di circa 360 miliardi di euro.
Insomma, nonostante le più rosee aspettative, nessun aumento dei tassi di interesse sembrerebbe all’orizzonte. Il tutto mentre i continui stimoli all’economia non faranno altro che trascinare i tassi di interesse in territorio negativo. E lì rimarranno per almeno 5 anni, secondo JPMorgan.