Scuola: quale futuro per gli abilitati TFA? L’alta percentuale di bocciati al Concorso Scuola determina dimostra il fallimento del Tirocinio Formativo Attivo? Il prof. Michele Marassi risponde a Forexinfo.it.
La data d’uscita del bando per il terzo ciclo del Tirocinio Formativo Attivo è uno degli argomenti che suscita maggiore interesse tra gli insegnanti, specialmente tra quelli non abilitati. Tuttavia, nonostante il bando per il TFA III ciclo non sia ancora uscito (se ne riparlerà a settembre), sono già tantissime le polemiche degli insegnanti non abilitati.
Per avere una visione più chiara sul perché gli insegnanti si lamentano per l’organizzazione del TFA, noi di Forexinfo.it abbiamo scelto di intervistare un docente di materie letterarie, Michele Marassi, amministratore di un gruppo Facebook con circa 24mila iscritti.
1. Buongiorno professor Marassi e grazie per la sua disponibilità. In questi giorni stiamo leggendo molte polemiche legate al TFA III ciclo e non solo legate al ritardo della pubblicazione del bando. Molti insegnanti infatti si lamentano della decisione di bandire un Tirocinio Formativo Attivo a numero chiuso in cui per accedervi bisogna superare delle prove selettive. Qual è la sua idea a proposito?
Ad ottobre 2012 mi sono laureato in Filologia, Letterature e Storia dell’Antichità a Trieste. Dopo alcune brevi supplenze in qualità di docente non abilitato presso scuole private e paritarie, ho affrontato le selezioni d’ammissione al TFA II ciclo (anno accademico 2014/2015). Ho superato le prove per le seguenti classi:
- A022 (ex A043) - italiano, storia e geografia nella scuola secondaria di primo grado;
- A012 (ex A050) - materie letterarie negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado.
A luglio 2015 ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento e tra settembre e ottobre sono passato dalla terza fascia d’istituto (docenti non abilitati) alla seconda fascia d’istituto (docenti abilitati). Ora sto affrontando il concorso docenti 2016.
Attualmente sarei interessato a conseguire un’abilitazione in latino e greco. Tuttavia mi rendo conto che la situazione attuale è abbastanza spinosa. Di seguito indico i punti critici.
- a) Il test preselettivo nazionale (domande a risposta chiusa) che venne proposto a luglio 2012 conteneva molti quesiti futili ed estremamente nozionistici. Perché dovrebbe essere così importante sapere a memoria i confini del Mali? Che importanza ha conoscere la data della battaglia di Ulm? Inoltre c’erano quesiti in cui, dati pochi versi, bisognava riconoscerne l’autore: non solo per la letteratura italiana, ma anche per quella greca e quella latina. Il test preselettivo nazionale proposto a luglio 2014 è stato già più accettabile, anche se candidati molto validi sono stati eliminati.
- b) Il costo dell’anno di tirocinio è elevato: quasi 3 mila euro per conseguire un’abilitazione all’insegnamento.
- c) Il TFA, a differenza della SSIS, non ha valore concorsuale, cioè non permette l’accesso alle Graduatorie ad Esaurimento (GAE), né alla prima fascia d’istituto.
- d) Sarebbe richiesta sicurezza nella cadenza annuale delle selezione TFA, come è normale per qualsiasi professione. È inaccettabile che alcuni insegnanti, o aspiranti tali, debbano aspettare anni dopo la laurea per poter conseguire l’abilitazione. Chi non riesce a superare il test preselettivo a causa delle suddette domande eccessivamente nozionistiche deve poi sentirsi perso e vivere nell’incerta attesa di un altro bando?
2. In base alle indiscrezioni che stanno circolando in questi ultimi mesi, sembra che questo sarà l’ultimo ciclo di TFA. Quindi, così come avvenuto per la SSIS, anche il Tirocinio Formativo Attivo è destinato a restare un lontano ricordo per gli insegnanti. Secondo lei quali di questi due percorsi era strutturato nella maniera migliore?
La SSIS (che durava due anni) permetteva senza dubbio di svolgere il tirocinio in tempi più distesi. Inoltre era possibile frequentare i corsi di didattica e pedagogia senza l’ansia di dover concludere tutto in un solo anno.
Però il punto scottante è questo: moltissimi docenti abilitati SSIS sono entrati in ruolo senza sostenere un ulteriore concorso, in quanto la loro abilitazione aveva valore concorsuale. Pertanto tali insegnanti hanno raggiunto il ruolo semplicemente tramite uno scorrimento provinciale delle GAE.
È anche vero che molti professori, per velocizzare l’assunzione a tempo indeterminato nelle scuole statali, hanno partecipato al concorso 2012, però per molti altri il ruolo è giunto tramite uno scorrimento delle GAE (si pensi anche al piano straordinario di assunzioni, come previsto dalla legge 107). Invece gli abilitati TFA stanno affrontando il concorso 2016 per cercare di ottenere il posto fisso: per il momento vediamo pochi vincitori e molti bocciati. I dati non sono confortanti.
3. A partire dall’anno scolastico 2017/2018 entreranno in vigore dei nuovi criteri per la formazione e il reclutamento degli insegnanti. Al momento siamo ancora in attesa di maggiori chiarimenti del Ministro Giannini, ma secondo lei quale sarà il futuro degli abilitati TFA?
Secondo l’attuale normativa, gli abilitati TFA devono vincere un concorso per ottenere il ruolo nelle scuole statali (come previsto dalla Costituzione). I vincitori del concorso 2016 saranno assunti nell’arco di tre anni: primo scaglione a settembre 2016, secondo scaglione a settembre 2017 e terzo scaglione a settembre 2018. Nell’anno scolastico 2019/2020 si prevede un nuovo concorso. Senza dubbio appare strano che, per oltre dieci anni, gli abilitati SSIS abbiano raggiunto il ruolo con il solo corso abilitante!
4. Alcuni suoi colleghi al momento sono impegnati nel Concorso Scuola. Tuttavia, rispetto alle promesse iniziali sembra che gli insegnanti che verranno promossi saranno in numero inferiore rispetto ai posti banditi. L’alta percentuale di bocciati al concorso dimostra l’effettivo fallimento del TFA?
In alcune regioni il TFA è stato gestito in modo adeguato ed ortodosso: corsi di didattica molto interessanti e tirocinio ben strutturato. In altre, invece, la qualità è stata inferiore. Tuttavia questo è prevedibile: ogni ateneo fa le sue scelte. Le bocciature al concorso 2016 sono da ricondurre ai criteri di correzione delle commissioni.
Ad esempio in Toscana solo 143 persone hanno superato la prova scritta dell’accorpamento di Lettere AD04 (A022+A012). In questa regione c’erano circa 590 partecipanti per 620 posti. È evidente che i bocciati sono stati davvero molti. Io sto affrontando il concorso in Friuli Venezia Giulia. Da noi le cose sono andate decisamente meglio: gli orali si sono conclusi da poco e abbiamo 135 promossi (per 123 posti totali).
5. Infine vorremo concludere con un’ultima domanda: lei è amministratore del gruppo Facebook “Tirocinio Formativo Attivo (TFA) e III fascia delle supplenze” con circa 24.000 membri. Viste le difficoltà di abilitarsi in Italia, se la sentirebbe di consigliare agli iscritti nel suo gruppo altri percorsi di abilitazione come ad esempio quello spagnolo?
Il MIUR ormai riconosce le abilitazioni estere, ma il tirocinio deve essere svolto nel paese ospitante, non in Italia. Direi che non è una scelta facile: bisogna vedere i costi, le convenienze e le offerte formative delle università spagnole. Per quanto mi riguarda, intanto consiglierei agli “aspiranti abilitanti” di tentare il TFA III ciclo. L’opzione spagnola potrebbe essere una seconda soluzione. Si precisa che questa abilitazione non prevede selezioni d’ammissione.