Stress Test: banche italiane ok, bocciata Hypo

Redazione

24 Luglio 2010 - 16:01

Stress Test: banche italiane ok, bocciata Hypo

Buone notizie per le banche italiane che escono promosse dai receti stress test.
Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi banca e Banco Popolare hanno comunicato un dato di Tier 1 superiore al target ratio del 6%, evidenziando quindi una tenuta sufficiente del requisito patrimoniale allo scenario avverso simulato.

Gli stress test sono l’ultima trovata in materia di rassicurazione dei mercati e consistono nel vagliare la capacità di risposta delle banche in caso di situazioni critiche. Il fatto stesso che si effettuino questo genere di prove di questi tempi è piuttosto inquietante...

Ad ogni modo, unica prevedibile bocciata è Hypo Real Estate, banca tedesca già famosa da mesi per le pessime condizioni in cui versano i suoi bilanci e salvata a suo tempo dall’intervento della Merkel nel periodo più nero per la stabilità dell’euro a livello politico.

Gli scenari simulati

I due scenari - delineati da Bce e concordati con il Cebs (Committee of European Banking Supervisors) e la Commissione europea - sono analisi di situazioni estreme, con bassa probabilità di realizzarsi, ma plausibili. Il primo è ancorato alle stime di crescita indicate da Bruxelles, con la possibilità di una nuova fiammata della crisi economica; il secondo, più avverso, considera il rischio di una nuova crisi dei debiti sovrani, ma senza ipotizzare un default di un paese dell’Unione, ritenuto irrealizzabile per la recente creazione del fondo di stabilità europeo (Efsf). Negli scenari, inoltre, sono considerati anche un peggioramento del trend dei mercati azionari (con un calo degli indici del 20%), l’aumento dei tassi d’interesse e il downgrade delle cartolarizzazioni.

Per l’Italia, in particolare, si è ipotizzato un calo del Pil dello 0,6% nel 2010-2011, uno scenario recessivo severo rispetto alle previsioni della Commissione Ue, che indicano una crescita del 2,1% in questo biennio. Nello scenario più avverso poi (con la svalutazione dei titoli pubblici), si è considerato come riferimento il maggior picco di shock a livello sovrano durante la crisi greca, con i differenziali sui Bund tedeschi di quel periodo cui è stato aggiunto un ulteriore shock, variabile da paese a paese. Per l’Italia, lo scenario peggiore prevede tassi sui titoli di Stato a 5 anni al 4,8% alla fine del 2011, e al 6,3% per i titoli a 10 anni. Per la Germania, invece, sui titoli a 5 anni il rendimento ipotizzato è 3,5%, mentre per la Grecia è al 13,9%,

Il punto di riferimento per gli stress test europei - elaborati in pochi mesi coinvolgendo 20 autorità nazionali di vigilanza - sono quelli fatti negli Usa all’inizio del 2009, dove però l’autorità era unica (la Federal Reserve), le banche sondate solo 19 e non si considerava il rischio di una crisi dei debiti sovrani. Inoltre, per i test americani le possibilità che le ipotesi avverse potessero verificarsi erano al 15%, mentre per i test europei la possibilità è del 5%.