Brusca frenata per il tasso interbancario di offerta in Euro, meglio noto come Euribor, che vede appiattirsi i grafici dei propri indici dopo sei mesi di continui rialzi.
Questa mattina, alle ore undici, l’indice a tre mesi è stato fissato ad un tasso dell’1,049%, in lieve ribasso rispetto all’1,05% di inizio settimana, rimasto immutato fino a giovedì. Fermo da tre giorni anche l’indice a un mese, allo 0,852%.
Le motivazioni dell’arresto sarebbero da rintracciare, secondo gli analisti, dall’eccessiva liquidità in circolazione, sintomo del rallentamento delle attività di prestito e richiesta di capitali da parte degli istituti di credito.
Le previsioni sull’andamento dell’indice, che lo vedono rallentare al termine del prossimo triennio, non concordano con le aspettative, che lo vorrebbero in fase di riavvicinamento alla media storica del tre percento. Il leggero miglioramento delle prospettive macroeconomiche dell’Eurozona prospettato per il 2012, potrebbe spingere l’indice in rialzo di qualche punto (capace comunque di influenzare, allargando la visione su un piano meno dettagliato, le condizioni dei mutui a tasso variabile).
Quel che intravede la tasca del consumatore è che, nonostante la crescita degli indici, i mutui a tasso variabile dovrebbero risultare più convenienti di un mutuo a tasso fisso stipulato alle attuali condizioni.
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