Il dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti è risultato peggiore delle stime degli analisti finanziari. A giugno le vendite sono cresciute dello 0,4% su base mensile, mentre a maggio la crescita era stata dello 0,5% (rivisto al ribasso da +0,6% m/m). Le stime di consensus erano per un incremento delle vendite dello 0,8%. E’ stato anche pubblicato il dato relativo all’indice Empire Manufacturing, che a luglio è salito a 9,46 punti dai 7,84 punti del mese precedente. Il dato è decisamente superiore alle stime degli analisti, che si aspettavano una crescita a 5 punti.
Sul forex sono scattate forti vendite sul dollaro americano, dopo che fino a quel momento era stato un grande protagonista con rialzi generalizzati. Il tasso di cambio euro-dollaro è passato da 1,2992 a 1,3054 in pochi minuti, mentre il cross sterlina-dollaro a 1,5110 da 1,5026. Il cambio dollaro-yen, che aveva sfiorato quota 100,50 poco prima della diffusione del dato, è sceso fino a 99,95. Forte volatilità anche sull’oro, che guadagna più di dieci dollari tornando sopra 1.280 dollari l’oncia.