Spese notarili per acquisto seconda casa: imposte, tasse e onorario

Spese notarili per acquisto seconda casa: quali e quante sono? Dipende da chi si acquista l’immobile, se da privato da impresa costruttrice. I dettagli.

Spese notarili per acquisto seconda casa: imposte, tasse e onorario

Spese notarili per acquisto seconda casa, quali sono?

È cosa risaputa che acquistare una seconda casa può rivelarsi molto costoso a causa delle spese notarili, delle utenze e delle imposte comunali.

Tra le spese notarili che l’acquirente deve affrontare alcune sono fisse, ovvero l’imposta di registro, catastale e ipotecaria, altre invece variabili, cioè le imposte c.d. “minime” e l’onorario del notaio.

Altra rilevante differenza di spesa dipende dal fatto che la seconda casa sia acquistata da un privato o da un’impresa costruttrice.

Spese notarili per acquisto seconda casa da privati

Se l’acquisto della seconda casa avviene tra privati, il compratore dell’immobile dovrà affrontare le spese notarili seguenti:

  • l’imposta di registro pari al 9% del valore fiscale dell’immobile (ossia della rendita catastale moltiplicata per il coefficiente seconda casa di 126) con un minimo di 1.000,00 euro. Su questo valore si calcola l’imposta di registro pari al 9%;
  • l’imposta catastale di 50,00 euro;
  • l’imposta ipotecaria di 50,00 euro.

Oltre a queste spese, che sono fisse, il notaio applica anche delle imposte dette “minori” che dipendono dalla tipologia di immobile e da altre circostanze particolari, delle quali è impossibile fare un preciso elenco. Per questa ragione, si consiglia sempre di chiedere il preventivo al notaio in modo da conoscere in anticipo quanto si dovrà sborsare.

Naturalmente, oltre alle imposte indicate (che sono fisse) si deve aggiungere l’onorario del notaio che, dopo l’abolizione delle tariffe professionali, è rimessa alle regole della libera concorrenza.

Spese notarili per acquisto seconda casa da impresa costruttrice

Se l’acquisto della seconda casa avviene da un’impresa costruttrice, il notaio applica le seguenti imposte:

  • imposta di registro di 200,00 euro;
  • imposta ipotecaria di 200,00 euro;
  • imposta catastale di 200,00 euro;
  • imposta di bollo di 230,00 euro;
  • tassa ipotecaria di 35,00 euro;
  • voltura catastale 55,00 euro.

Dunque, l’acquirente dovrà versare all’Erario un totale di 920 euro a cui si aggiunge anche l’IVA da versare al costruttore pari al 10% o al 22% (a seconda dei casi) del prezzo di vendita.

Come nel caso precedente, anche qui l’acquirente deve aggiungere alle spese sopra elencate quelle relative alle c.d. “imposte minori” e l’onorario del notaio, che dipende dalla complessità dell’atto e dal prestigio dello studio notarile al quale ci si rivolge.

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