Da qualche ora è arrivata la notizia secondo cui a Madrid lo scambio delle azioni di Bankia è stato sospeso.
Il regolatore di mercato CNMV ha fatto sapere che la decisione è dovuta a «circostanze che potrebbero ripercuotersi sul normale scambio delle azioni».
Secondo le ultime informazioni, Bankia chiederà al governo un piano di salvataggio di oltre 15 miliardi di euro, dopo una riunione del consiglio che si terrà nella tarda giornata di oggi.
L’istituto di credito, che è attualmente la quarta più grande banca spagnola, è stato parzialemente nazionalizzato due settimane fa, a causa dei suoi problemi di debito.
Qualsiasi fondo extra proveniente dal governo si aggiungerebbe ai 4,5 miliardi di euro in prestiti statali che il governo ha convertito in azioni del gruppo nell’ambito del processo di nazionalizzazione parziale.
Ad essere sospese sono anche le azioni della «casa madre» di Bankia, il Banco Financiero y de Ahorros (BFA).
La scorsa settimana, del resto, Bankia avrebbe dovuto rassicurare i risparmiatori circa il fatto che il loro denaro si trovava al sicuro, dopo che un quotidiano spagnolo aveva parlato di una corsa agli sportelli.
Ricordiamo che l’istituto di credito spagnolo fu creato nel 2010 dalla fusione di sette casse di risparmio regionali con problemi finanziari. Questo detiene ben 32 miliardi di euro in attivi problematici nel settore immobiliare.
Le perdite potenziali
Il ministro spagnolo dell’Economia Luis de Guindos ha dichiarato mercoledì che il governo concederebbe a Bankia almeno 9 miliardi di euro, aggiungendo che, nel caso in cui fosse necessario, sarebbe disponibile anche un aumento dei fondi.
Ci sono stati quattro tentativi da parte dei governi spagnoli di salvare il sistema bancario nazionale dopo la crisi mondiale del 2008.
L’ultimo piano di salvataggio prevede che i creditori siano costretti a mettere in conto 30 miliardi di euro per protezioni aggiuntive nel caso in cui ci sarebbe bisogno di coprire le potenziali perdite sui prestiti immobiliari. Questa somma andrebbe ad aggiungersi ai 54 miliardi di euro che i creditori sono stati costretti a mettere da parte nel mese di febbraio.
La salute del sistema bancario spagnolo è la chiave di un eventuale sistema di salvataggio che il paese dovrebbe mettere a punto.
Ad ogni modo, le agenzie di rating non aiutano: nello scorso mese il rating della Spagna è stato declassato da Standard & Poor’s sulla base del fatto che probabilmente il paese avrebbe dovuto mettere in conto più debito per sostenere le sue banche.
Per quanto riguarda il mercato azionario, infine, le azioni spagnole sono scese del 7,4% nella giornata di ieri, per chiudere a 1,57 euro, vale a dire di 58 punti percentuali in giù rispetto alla quotazione nel luglio 2011.
Traduzione Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: BBC News.
© RIPRODUZIONE RISERVATA