Secondo questo studio, guardare Netflix provoca cali sistematici nei mercati finanziari

Redazione Money Premium

12 Dicembre 2025 - 07:30

Lo streaming modifica i comportamenti degli investitori professionali e incide sulla performance dei mercati. La ricerca.

Secondo questo studio, guardare Netflix provoca cali sistematici nei mercati finanziari

Secondo un recente studio accademico, guardare serie TV fino a notte fonda — il cosiddetto binge-watching — non nuoce solo al sonno: può incidere anche sull’andamento dei mercati finanziari.

Gli autori rilevano una flessione media dello S&P 500 dello 0,25% nei giorni che seguono il debutto delle serie più popolari. Su base annua, considerando circa dieci uscite rilevanti, l’impatto cumulato arriverebbe a un calo del 2,3%. Un effetto tutt’altro che irrilevante in un mercato dominato dall’alta frequenza e dalla sensibilità agli shock cognitivi.

L’idea alla base dello studio è semplice: se un numero significativo di trader resta sveglio per vedere l’ultima uscita di Stranger Things o Succession, la deprivazione di sonno può influire sulla loro capacità decisionale. La conseguenza? I mercati mostrano rendimenti inferiori nella sessione immediatamente successiva.

La ricerca firmata da Arbab Cheema, Arman Eshraghi, Raghavendra Rau e Qingwei Wang esamina infatti come la perdita di sonno causata dal rilascio notturno delle nuove stagioni sui servizi di streaming, in particolare Netflix, si rifletta sui rendimenti azionari del giorno successivo.

Finora, la maggior parte degli studi sulla stanchezza dei trader si è concentrata sul cosiddetto effetto dell’ora legale, secondo cui i mercati tendono a sovraperformare o sottoperformare nelle settimane successive al cambio dell’ora a causa del disequilibrio circadiano. In quei contesti, a risultare più colpite sono tipicamente le small-cap, più sensibili alle dinamiche comportamentali degli investitori retail.

Ma la nuova ricerca ribalta il quadro: le oscillazioni più significative si osservano proprio sui titoli a larga capitalizzazione con maggiore presenza istituzionale. La spiegazione proposta è affascinante: gli investitori professionali dormono mediamente meno della popolazione generale e sono quindi più vulnerabili a ulteriori riduzioni di sonno indotte dallo streaming notturno. Inoltre, in condizioni di stanchezza, tendono a liquidare soprattutto i titoli più liquidi — cioè le large-cap — perché caratterizzati da costi di transazione inferiori.

Secondo gli autori, la crescente abitudine di consumare contenuti rilasciati a mezzanotte — il modello di pubblicazione “dump release” diffuso da piattaforme come Netflix e Amazon — potrebbe diventare una variabile culturale con effetti economici misurabili. La ricerca suggerisce una distribuzione asimmetrica delle risorse cognitive: con meno energie mentali a disposizione, gli investitori tendono a prendere decisioni più caute, preferendo vendere anziché aprire nuove posizioni.
Se il fenomeno fosse confermato da ulteriori studi, si tratterebbe di uno dei primi casi in cui una tendenza culturale digitale produce effetti prevedibili sui mercati finanziari, avvicinando temi quali finanza comportamentale, stili di vita e tecnologia.

L’idea che un fondo quantitativo possa costruire strategie basate sui lanci delle serie TV è suggestiva. Tuttavia, l’applicabilità pratica resta discussa: il campione di riferimento — circa 50 debutti stagionali in dieci anni — è limitato e la definizione di “contenuto popolare” è ampia e soggettiva. Inoltre, eventi culturali che potrebbero generare effetti simili, come festività o competizioni sportive, sono noti per ridurre i volumi di scambio, rendendo più difficile estrarre valore da tali pattern.

Lo studio apre comunque una riflessione interessante: fino a che punto i comportamenti culturali indotti dalle piattaforme digitali possono incidere sull’economia reale? E, in prospettiva, potrebbe emergere un dibattito sulle uscite a mezzanotte da parte delle piattaforme, considerate potenzialmente dannose non solo per la salute pubblica ma anche per la stabilità dei mercati?

Per ora l’evidenza è preliminare, e nessuno serio proporrà una “regolamentazione anti-Netflix”. Ma il messaggio implicito è chiaro: in un mondo in cui l’attenzione e il sonno sono risorse sempre più scarse, anche una notte passata a guardare streaming potrebbe avere conseguenze ben più ampie del previsto.