Scuola, quando riapre in zona arancione e rossa?

Laura Pellegrini

15 Gennaio 2021 - 09:46

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Quando riaprono le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse e arancioni? Ecco che cosa dice il DPCM del 16 gennaio e cosa cambia per le Regioni.

Scuola, quando riapre in zona arancione e rossa?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che detta le regole per i prossimi mesi: nella bozza del nuovo DPCM si trovano le misure in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo. Tante conferme e alcune novità: in particolare, sulla scuola il testo del decreto - sottoposto alle Regioni - riporta la seguente indicazione:

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica (...) in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata e che, a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino ad un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte dell’attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza”.

Ciò significa che per quanto riguarda le scuole superiori, la ripresa delle lezioni in presenza è fissata al 18 gennaio sfruttando la didattica digitale integrata: lezioni in presenza dal 50 al 75 per cento. Vediamo, però, che cosa succede nelle zone arancioni e rosse.

Quando riapre la scuola in zona rossa?

Il Ministro della Salute Roberto Speranza adotterà un’ordinanza con la quale verrà suddivisa l’Italia in nuove fasce di colore a partire da domenica 17 gennaio. In particolare, 9 Regioni dovrebbero entrare in zona arancione, 3 in zona rossa. Che cosa cambia per le scuole?

In zona rossa, infatti, gli istituti di ogni ordine e grado devono restare chiusi e la didattica si deve svolgere a distanza anche per le scuole medie ed elementari. Da lunedì 18 gennaio - nonostante il DPCM - quindi, la Lombardia e la Sicilia (per la quale il Governatore Nello Musumeci ha chiesto la zona rossa per due settimane) potrebbero diventare rosse e le scuole potrebbero restare chiuse.

Tuttavia, il Tar di Catania ha risposto ad alcune famiglie sulla didattica a distanza, che deve essere uno strumento di carattere temporaneo. La riapertura delle scuole è «necessaria» secondo il Tribunale, che non ha però indicato alcuna data di riapertura. Sul Corriere della Sera, invece, è stata riportata l’indicazione degli uffici scolastici della Lombardia alle scuole superiori, con la richiesta di riaprire le sedi da lunedì 18 gennaioal fine di consentire al trasporto pubblico e agli istituti scolastici di disporre di tempi congrui per un’organizzazione adeguata”.

Quando riapre la scuola in zona arancione?

Mentre in zona rossa la questione è alquanto complicata e non è chiaro quello che potrebbe accadere, diversa è la situazione nelle Regioni inserite in zona arancione. Infatti, occorre in questo caso fare riferimento alle varie ordinanze regionali, che non risultano in contrasto con il DPCM.

In base a queste ultime, quindi, da lunedì 18 gennaio dovrebbero tornare in classe gli studenti delle superiori in Piemonte, Lazio, Puglia, Liguria e Molise anche se tali Regioni dovessero passare in zona arancione. I ragazzi della Campania, dell’Umbria e dell’Emilia Romagna, invece, rientreranno a scuola il 25 gennaio, ma la data slitterebbe per l’Emilia qualora la Regione venisse classificata come rossa.

Gli ultimi studenti a tornare in classe saranno quelli di Veneto, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Calabria e Basilicata: le lezioni in presenza, in tali Regioni, ripartiranno non prima del 1° febbraio.

La scuola è veicolo di contagio? Il caso della Puglia

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, presentando diversi dati, ha sempre sostenuto che la scuola non costituisce un veicolo di diffusione del contagio e per tale motivo è necessario far rientrare in classe i ragazzi il prima possibile.

Tuttavia, un caso d’eccezione è quello della Puglia, dove a partire da fine ottobre - in concomitanza con la sospensione delle attività didattiche - il numero dei contagi a scuola si è drasticamente ridotto. Questo è quello che hanno descritto i ricercatori dell’Eic, Epidemic intelligence Center, ovvero la centrale operativa della sorveglianza sanitaria del Dipartimento di prevenzione della Asl Bari.

Il 26 ottobre 2020 il Governatore della Puglia ha emanato l’ordinanza di sospensione delle attività in presenza e dieci gironi dopo - che corrispondono al periodo di incubazione del virus appunto - si è verificato un calo dei contagi sia tra gli alunni sia tra gli insegnanti.

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