Scuola, Miur: liceo in 4 anni dal 2017. Come funziona e cosa cambia? Novità per studenti e insegnanti

Il ministro Giannini ha firmato il decreto “Scuola breve”: liceo in 4 anni invece di 5 per 100 scuole superiori nel 2017. Come funziona? Criteri e novità per docenti e alunni.

Miur, ultime notizie: “Scuola breve” e diploma superiore in 4 anni invece di 5, il decreto è pronto e sta per essere pubblicato. Dal 2017 la sperimentazione del liceo in 4 anni sarà estesa a un numero maggiore di istituti secondari. Come funziona il liceo breve e da quando entra in vigore? Cosa cambia per insegnanti e studenti? Tutte le risposte a queste domande le trovate di seguito.

Ci sono importanti novità per la scuola, in particolare la scuola superiore. Novità già da noi illustrate nell’articolo di approfondimento Scuola 2017, novità Legge 107: cosa cambia per gli studenti e le scuole superiori, sulle quali si è recentemente pronunciato il Miur.

È fresca di ieri la notizia per cui è pronto il decreto ministeriale per l’avvio del diploma quadriennale in altre 60 scuole italiane. Nei prossimi giorni il ministro Giannini dovrebbe dare l’ok per la pubblicazione online.

Il decreto riguarda l’allargamento della platea di scuole (sia licei che istituti tecnici e professionali) per l’adesione al piano formativo che prevede il conseguimento del diploma di maturità in 4 anni. Ecco quello che bisogna sapere.

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Come funziona il liceo breve in 4 anni

Il progetto del liceo in 4 anni in alcuni istituti d’Italia, partito con una mini sperimentazione nel 2010, è stato bloccato nel 2014, ma adesso è arrivato il sì del Miur per il 2017. Agli 11 licei coinvolti negli anni passati si andranno ad aggiungere altre 60 scuole superiori secondarie italiane che vorranno avviare la sperimentazione dei 4 anni di studi invece di 5.

Gli istituti verranno selezionati attraverso un bando di gara che dovrebbe essere pronto entro la fine di dicembre e pubblicato ufficialmente a settembre 2017. Infatti saranno i genitori degli studenti interessati a dover compilare la domanda di partecipazione, e si tratterà di recuperare, nell’arco dei 4 anni, circa 1000 ore che riguardano il quinto anno. Per il liceo scientifico si parla di 990 ore, per il classico di 1.023 e per l’artistico di 1.155 circa.

Grazie all’autonomia scolastica, alcuni licei e istituti tecnici e professionali potranno adottare un curriculum flessibile, ma ogni classe non potrà ospitare più di 25 e meno di 15 alunni. Per aderire all’iniziativa gli istituti dovranno presentare la loro candidatura proponendo un’offerta formativa caratterizzata da un’elevata qualità sul piano dell’innovazione, delle tecnologie e dei laboratori. Essa dovrà inoltre includere il potenziamento del Clil (cioè l’insegnamento di una materia in lingua straniera) e dell’alternanza scuola-lavoro.

Sarà un comitato scientifico regionale con a capo un comitato nazionale del Miur a giudicare i requisiti essenziali dei progetti selezionati.

Liceo breve in 4 anni dal 2017: criteri e novità

La scuola superiore accorciata di un anno non è una novità del 2016: già a settembre 2013 alcuni istituti hanno aderito alla sperimentazione facendo conseguire il diploma agli studenti a 18 anni, come in Francia, Inghilterra, Spagna e alcuni istituti tecnici tedeschi.

Ora la sperimentazione delle scuole superiori quadriennali prosegue e si allarga la platea degli istituti che può aderirvi. Nei prossimi due anni saranno circa 60 in più i licei che adotteranno la riduzione di un anno.

Ma cosa ci dicono i precedenti? La sperimentazione del liceo in 4 anni non è sempre andato a buon fine: in diversi casi i progetti sono stati respinti dal Miur perché considerati troppo “pesanti” e dagli standard ancora bassi. Il Miur ha chiarito infatti che la riduzione degli anni scolastici deve avvenire secondo un’offerta d’eccellenza che preveda metodi di apprendimento su stampo internazionale; uso delle tecnologie; potenziamento della lingua straniera.

Le scuole interessate devono essere in grado di attuare progetti di innovazione metodologica e didattica che includano curricula calibrati sulle attitudini ed esigenze dei singoli studenti; pratiche di dibattito in pubblico e discussione delle proprie tesi; progetti internazionali e scambi, lavoro a classi aperte; strumenti hi-tech che agevolino l’apprendimento e lo zaino.

Liceo breve in 4 anni: cosa cambia per gli insegnanti

L’obiettivo del Miur è adeguare i percorsi di istruzione agli standard europei, ma il modello del liceo in 4 anni iniziato nelle paritarie è davvero esportabile nelle scuole statali? Con classi da 30 alunni e presenza di studenti disabili, la didattica laboratoriale non è attuabile in maniera così semplice.

I sindacati già all’epoca hanno criticato il progetto, che non è una “priorità della scuola”: priorità è, invece, un piano di investimenti solido e la creazione di un organico funzionale stabile. Risolte tali questioni si potrà pensare a un riadattamento del piano formativo nelle classi.

I docenti delle scuole superiori secondarie aderenti alla sperimentazione dovrebbero abbandonare il tradizionale metodo di insegnamento e optare per un modello di stampo europeo. Ciò vuol dire aggiornamento continuo in termini di didattica, uso delle tecnologie e lingua straniera.

Ma i sindacati hanno sollevato anche un’altra questione: la sperimentazione del liceo breve significherebbe soppressione di 40mila cattedre, per un risparmio di un miliardo e 380milioni di euro. In pratica si tratterebbe di sopperire ai tagli dei fondi destinati alla didattica riducendo la durata del percorso di studi.

Liceo breve in 4 anni: cosa cambia per gli studenti

Il liceo in 4 anni significa prendere la Maturità con un anno in anticipo e iscrizione all’università, o avvio al lavoro, tra i 17 e i 18 anni. I ragazzi italiani sarebbero allineati, per quanto riguarda l’ingresso all’università e ai percorsi post-diploma, con gli altri Paesi europei.

Con il liceo breve il calendario scolastico sarà inevitabilmente diverso e le ore giornaliere di lezione destinate ad allungarsi. Le scuole statali e paritarie che aderiranno al progetto devono attuare un percorso didattico che garantisca, tramite il ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa accordata dall’autonomia scolastica, l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento, in modo da garantire agli alunni il raggiungimento degli obiettivi e delle conoscenze al quarto e non al quinto anno.

Gli istituti dovranno, quindi, puntare molto sull’uso di tecnologie e laboratori oltre che sull’insegnamento di una o più discipline in lingua straniera. Per studenti e insegnanti delle scuole che opteranno per il diploma in 4 anni sarà un bel tour de force ma sicuramente più stimolante e interattivo della scuola in senso tradizionale.

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