Cosa sono le scie chimiche e a cosa servono secondo i complottisti

Le scie chimiche animano le più svariate teorie del complotto e bufale, ma cosa sono davvero? Ecco a cosa servono e perché non fanno male alla nostra salute.

Cosa sono le scie chimiche e a cosa servono secondo i complottisti

Cosa sono e a cosa servono le scie chimiche, le strisce bianche presenti talvolta nel cielo, e perché in sostanza non solo non fanno male ma non sono un rischio per la nostra salute? La teoria del complotto sulle scie chimiche è una delle più famose diffuse su internet, che vede protagoniste le scie di vapore acqueo rilasciate dagli aerei riconosciute come estremamente pericolose dai sostenitori di questa teoria.

La teoria delle scie chimiche è una vera e propria bufala, un mito nato nei meandri di internet e cresciuto tra ferventi sostenitori e divertenti meme a tema, condivisi accanto agli studi della comunità scientifica (dalla quale è arrivato anche un apposito studio a riguardo, pubblicato sulla rivista a Environmental Research Letters con la firma di 77 scienziati).

Le scie chimiche però continuano a destare l’attenzione dei complottisti e ad alimentare insidiose e sempre più fantasiose fake news: ecco tutto quello che devi sapere.

Scie chimiche: cosa sono esattamente

Le scie chimiche sono strisce di condensazione visibili a occhio nudo nell’atmosfera terrestre create dagli aerei al loro passaggio. La teoria sostiene che questo vapore acqueo sia in realtà un potente e letale composto di agenti chimici e biologici che viene spruzzato in volto attraverso l’uso di specifiche apparecchiature.

Gli scopi, assolutamente infondati, ipotizzati dai complottisti sono svariati: dal cambiamento climatico all’alterazione ambientale fino al controllo demografico tramite una lento e inevitabile genocidio di massa. I mandanti di questo complotto ai danni dell’umanità non sono però mai del tutto chiari, si rimanda spesso a vari autori e menti criminali (corrispondenti a vaghi e “ipotetici” governi). Tutto falso e tutto frutto di un fenomeno che rasenta quasi l’isteria di massa e, ancora oggi, sussiste e ha credito tra sostenitori spesso non del tutto informati sui fatti.

Scie chimiche: quando e come è nata la teoria del complotto

La teoria delle scie chimiche inizia a diffondersi nel 1996, negli Stati Uniti, con l’aeronautica militare accusata di diffondere tramite i propri velivoli sostanze misteriose e nocive.

Il complotto sulle scie chimiche ha poi trovato voce attraverso i media prima in TV e poi su internet, con diversi enti governativi che si sono ritrovato ad aver a che fare con proteste e richieste di spiegazioni (prontamente fornite con il sostegno unico della comunità scientifica).

La risposta della scienza al millantare senza freni dei complottisti ha provato nero su bianco che dalle famose scie presenti nel cielo non c’è proprio nulla da temere.

Scie chimiche in Italia

L’Italia si è resa protagonista di una delle teorie più a lungo apprezzate e discusse nel web, con la nostra penisola protagonista di un gigantesco complotto mondiale.

Seguendo la folle argomentazione infatti l’Italia sarebbe il Paese più colpito e irrorato dalle scie chimiche rilasciate nel cielo, il che ci eleggerebbe a vittime di oscuro accordo che vede protagonista il nostro governo e altre super potenze mondiali (tra cui gli Stati Uniti).

La teoria è tristemente nota nel nostro Paese dove puntualmente torna di moda a seguito degli effetti dovuto al cambiamento climatico, con caldo record e temporali particolarmente violenti causati per l’appunto dalle scie chimiche. Niente di più falso, gli aerei di linea e le scie di condensazione non hanno nulla a che fare con questo tipo di problema e tanto meno l’Italia è al centro di una cospirazione di questo tipo.

Scie chimiche: non sono un pericolo, lo dice la scienza

Nel lungo articolo citato in apertura, che ha coinvolto più di 70 scienziati insieme ai ricercatori della University of California, è stato provato come le scie chimiche non rappresentino alcun tipo di pericolo per l’essere umano andando a smontare punto per punto alcuni degli snodi nevralgici più diffusi.

Il fenomeno è riconducibile per l’appunto alla condensazione del vapore acqueo liberato dai motori degli aerei e la loro composizione non varia e non dipende in nessun modo dalla forma delle stesse (che siano a zig zag, incrociate, interrotte o altro si tratta sempre dello stesso composto).

Le cosiddette scie intermittenti sono così dette perché visibile solo a tratti, ma si tratta di un fenomeno determinato dal passaggio dei velivoli in zone con differenti gradi di umidità (smontando quindi la teoria che vorrebbe l’interruzione delle scie nel cielo come voluta dai piloti, per spargere e rilasciare il composto solo in determinate aree).

Le scie inoltre rimangono più visibili rispetto al passato proprio a causa del riscaldamento globale (un fenomeno decisamente più reale) mentre è totalmente assente qualunque prova che documenti un’alterazione del suolo dovuto al rilascio delle sostanze, con l’assenza di alcuni degli elementi più discussi tra i complottisti online.

Le analisi dei campioni d’acqua effettuate dai complottisti sono inoltre sbagliate, dovute anche all’inesperienza e alla mancanza di una formazione di tipo scientifico adatta a questo tipo di esame.

Le scie chimiche sono insomma una delle più grandi bufale dei nostri tempi, a cui ancora oggi si da credito ingiustamente. Le emissioni degli aerei sono allo stesso tempo nocive per l’atmosfera, ma non nel modo ipotizzato dai fan di questa teoria del complotto: i gas di scarico, composti da ossidi di azoto, metano e anidride carboni, aumentano inevitabilmente il riscaldamento globale (un fenomeno, questo sì, che necessita sempre più attenzione e impegno).

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