Le rassicurazioni provenienti dal ministro delle Finanze ungherese Matolcsy sul possibile rientro dal deficit di bilancio (fino al 3,8% come concordato mesi fa con Ue e Fmi), attraverso alcuni tagli alla spesa pubblica, hanno arrestato le vendite sui mercati finanziari e di riflesso sulle principali valute high-risk per quasi tutta la sessione di ieri. Tuttavia, il contesto attuale resta segnato da una netta negatività e da una risk aversion generalizzata che porta gli investitori a preferire le valute rifugio (dollaro, yen e franco svizzero) e altri beni “cuscinetto” (oro, bund, t-bond) agli asset più rischiosi (equity in primis). L’Euro/Dollaro ha formato ieri un nuovo minimo a 1,1876 e da qui è riuscito a rimbalzare, formando poi una lunga congestione oraria tra 1,20 circa e 1,1910. I prezzi per ora non riescono a superare una resistenza secondaria posta tra 1,1960-70 e la sensazione è che, dopo la nuova discesa di Wall Street di ieri, possa esserci stamattina la possibilità di andare a ritestare i minimi annuali con il target che continuiamo a confermare tra 1,16 e 1,15. Tuttavia, non va escluso a propri un rimbalzo ulteriore della divisa europea, magari fino a 1,21 che coincide con il 50% del ritracciamento di Fibonacci dai top di area 1,2330 del 3 giugno scorso.
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